
Emicrania pericolosa? Cosa dicono gli studi sui rischi
Hai un attacco più forte del solito, forse con quelle luci che brillano davanti agli occhi, e a un certo punto il pensiero arriva: "Ma sarà grave?". Oppure hai letto da qualche parte che l'emicrania aumenta il rischio di ictus e da quel momento non riesci a smettere di pensarci. È una domanda comprensibilissima, e sapere se l'emicrania è pericolosa merita una risposta onesta, senza allarmi e senza minimizzare.
In questo articolo vediamo con calma cosa dicono gli studi, cosa è dimostrato e cosa resta incerto, e quali sono i segnali che giustificano di parlarne presto con un medico. Se vuoi il quadro più ampio su come si riconosce e si inquadra l'emicrania, trovi tutto nella nostra guida alla diagnosi dell'emicrania.
In breve
- L'emicrania in sé non è considerata una condizione pericolosa, ma gli studi mostrano un'associazione con un rischio un po' più alto di ictus e infarto, soprattutto nelle donne e nell'emicrania con aura, e ISSalute precisa che il rischio resta di modesta entità.
- Pillola estroprogestinica, fumo, pressione alta e altri fattori pesano sul rischio cardiovascolare più dell'emicrania stessa, e ISSalute sconsiglia di sommarli.
- Secondo la rassegna della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC), gli studi non collegano l'emicrania, con o senza aura, a un declino delle capacità cognitive.
- Un mal di testa improvviso e lancinante, o sintomi neurologici che compaiono all'improvviso (bocca storta, debolezza a un lato, difficoltà a parlare), richiedono di chiamare subito il 112 o il 118.
Emicrania pericolosa o no? La risposta breve
Nella grande maggioranza dei casi l'emicrania non è pericolosa: è dolorosa, a volte invalidante, ma non è una malattia che mette in pericolo la vita. Questo non vuol dire che sia da sottovalutare, perché esiste una piccola associazione con alcune malattie dei vasi sanguigni che vale la pena conoscere.
Gli studi sono osservazionali: confrontano gruppi di persone con e senza emicrania e cercano differenze. Mostrano un legame, non una causa certa. ISSalute scrive infatti che le cause dell'associazione tra emicrania e ictus non sono note e che il rischio resta di modesta entità.
C'è poi una differenza importante tra rischio relativo e rischio assoluto. Se un rischio molto basso aumenta, resta comunque basso: è la ragione per cui i medici parlano di attenzione ai fattori che puoi controllare, non di motivi per vivere con la paura.
Emicrania con aura: cosa sappiamo del rischio di ictus
L'emicrania con aura è la forma per cui l'associazione con l'ictus è stata descritta più spesso. L'aura sono quei disturbi temporanei, di solito visivi (lampi, luci, perdita parziale del campo visivo), che possono precedere il dolore. Se vuoi riconoscerla meglio, ne parliamo in emicrania con aura: come riconoscere i segnali prima del mal di testa.
Il Manuale MSD e ISSalute riportano che chi soffre di emicrania, in particolare con aura, ha circa il doppio delle probabilità di avere un ictus rispetto a chi non ne soffre, ma le cause di questo legame non sono note e il rischio assoluto rimane modesto.
Uno degli studi più citati è quello pubblicato sul British Medical Journal sulle infermiere americane del Nurses' Health Study. Come riassume Humanitas, su circa 115mila donne tra i 25 e i 42 anni, seguite per 20 anni, il mal di testa o l'emicrania erano associati a un rischio di infarto di una volta e mezza, a un rischio di ictus di oltre una volta e mezza e a un rischio quasi doppio di malattia delle coronarie che richiede un'angioplastica.
Cosa resta incerto? Perché l'aura sia legata ai vasi sanguigni non è chiaro: potrebbe esserci un meccanismo in comune nel cervello, oppure fattori che influenzano entrambe le cose. Ne parliamo più a fondo in cause dell'emicrania: cosa succede davvero nel tuo cervello.
Un caso particolare è l'emicrania silente, in cui l'aura arriva senza il mal di testa. Resta comunque aura, e vale la pena parlarne al medico.
E l'emicrania senza aura?
Per l'emicrania senza aura il quadro è meno definito: le fonti italiane che abbiamo consultato, come ISSalute e il Manuale MSD, parlano del rischio vascolare soprattutto in riferimento alla forma con aura.
Questo non significa che nella forma senza aura il rischio sia escluso, ma che le prove disponibili si concentrano su chi ha l'aura. Se non l'hai mai avuta, è un motivo di tranquillità in più, non una garanzia assoluta.
Se vuoi capire come distinguere le due forme, trovi i dettagli in emicrania senza aura: sintomi, durata e differenze con l'emicrania con aura. Per i numeri generali, c'è anche emicrania statistiche: cosa dicono gli studi nel mondo e in Italia.
Pillola, fumo, pressione: i fattori che pesano davvero
Il rischio cardiovascolare dipende da più fattori sommati, e l'emicrania è solo uno. ISSalute spiega che la pillola estroprogestinica aumenta in modo modesto il rischio di eventi cerebrovascolari e che la combinazione con ipertensione, colesterolo alto, obesità, età oltre i 35 anni, emicrania (soprattutto con aura) e in particolare fumo di sigaretta aumenta ulteriormente il rischio, tanto che in questi casi se ne sconsiglia l'uso.
Sempre secondo ISSalute, tra i giovani, e in particolare tra le donne con emicrania, evitare il fumo e la pillola estroprogestinica riduce in modo significativo il rischio di ictus. Più in generale, nelle donne con emicrania con aura i medici sconsigliano normalmente la pillola.
Due precisazioni importanti:
- Non interrompere né cambiare nulla da sola. Se prendi la pillola e hai l'aura, il passo giusto è parlarne con il medico o con la ginecologa, che valuterà la tua situazione.
- Pressione, fumo e stile di vita sono fattori su cui, insieme al medico, puoi lavorare. Controllare la pressione è una delle cose più concrete che puoi fare.
Per approfondire, leggi pillola anticoncezionale e emicrania: cosa dicono gli studi e quando parlarne al medico.
L'emicrania danneggia il cervello?
Secondo gli studi riportati dalla SISC, no: l'emicrania non è associata a un declino delle capacità cognitive. È una delle paure più frequenti, spesso alimentata da titoli allarmanti sulle "macchie" viste alla risonanza.
Il Giornale delle Cefalee della SISC riporta che alcune risonanze magnetiche hanno trovato anomalie della sostanza bianca (le fibre che collegano le diverse zone del cervello) in percentuali variabili, dal 12 al 46%. Riporta anche che gli studi nel tempo confermano che l'emicrania, con e senza aura, non è associata a declino cognitivo.
Cosa resta aperto? Il significato di quelle piccole alterazioni è ancora oggetto di ricerca, e si indagano possibili legami con la salute dei vasi. Se un referto parla di "puntini" o "iperintensità", non decidere da sola cosa significhi: chiedi al medico o alla neurologa di spiegartelo nel tuo caso.
Aura o ictus: come non confonderli
L'aura e l'ictus possono somigliarsi, quindi la regola è non fare la diagnosi da sola: nel dubbio, soprattutto se è la prima volta, si chiama il 112. Humanitas ricorda che alcuni sintomi dell'aura sono simili a quelli dell'attacco ischemico transitorio (TIA) e dell'infarto, e per questo, le prime volte, è fondamentale chiamare il 112 e andare al Pronto Soccorso.
Ecco cosa distingue le due situazioni, per come le descrivono le fonti:
- Aura: sintomi come lampi, scotomi scintillanti (macchie luminose), deformazione degli oggetti, formicolio a braccio e gamba, difficoltà di parola. Durano tra i 5 e i 60 minuti e, quando finiscono, di solito inizia il mal di testa con nausea e fastidio per luce e rumori (Humanitas).
- TIA: esordisce all'improvviso con sintomi identici a quelli di un ictus, ma temporanei, di solito pochi minuti e per lo più meno di un'ora (Humanitas).
- Ictus: è un'emergenza e i sintomi compaiono all'improvviso, come una bocca che appare "storta", una debolezza a un lato del corpo o una difficoltà a parlare.
Se compare uno di questi segnali improvvisi, nel dubbio chiama subito il 112. Meglio un falso allarme che un'attesa di troppo.
Se invece i lampi di luce ti sono già familiari, puoi leggere lampi di luce negli occhi: aura emicranica o problema alla vista?.
I segnali che giustificano di parlarne presto con un medico
Alcuni segnali indicano che un mal di testa potrebbe avere una causa diversa dall'emicrania e meritano una valutazione rapida. Il Manuale MSD li elenca tra i "segnali di allarme":
- un mal di testa improvviso che diventa fortissimo in pochi secondi (cefalea "a rombo di tuono");
- un mal di testa che inizia dopo i 50 anni;
- un dolore che aumenta di intensità o frequenza nel giro di settimane;
- un mal di testa in chi ha avuto un tumore o ha il sistema immunitario indebolito;
- un mal di testa forte con febbre, rigidità del collo o confusione;
- problemi che non passano: alterazioni della sensibilità o della vista, debolezza, perdita di coordinazione, sonnolenza o confusione;
- un cambiamento netto rispetto al tuo solito modo di avere mal di testa.
Il manuale indica che chi nota questi segnali dovrebbe consultare un medico senza aspettare. Se i sintomi sono improvvisi e intensi, la strada è il Pronto Soccorso: ne parliamo in mal di testa: quando andare al pronto soccorso e quando aspettare.
Quando puoi andare dal medico senza fretta
Ci sono situazioni in cui conviene parlarne, ma senza correre: quando l'emicrania è quella di sempre e vuoi capire come gestirla meglio. Il Manuale MSD sottolinea che, se la cefalea è diversa dal solito, serve una visita medica e spesso altri esami: finché il quadro è sempre lo stesso, hai più tempo per organizzarti.
Questi sono buoni motivi per fissare una visita di routine:
- vuoi capire se hai l'aura e cosa comporta;
- usi (o vuoi iniziare) una pillola contraccettiva e hai emicrania;
- fumi e vuoi sapere come questo interagisce con i tuoi attacchi;
- in famiglia ci sono casi di ictus o di problemi cardiovascolari in età giovane;
- gli attacchi sono frequenti e vuoi capire se esistono terapie più adatte a te.
Per orientarti su chi consultare, leggi emicrania, quale specialista consultare e come preparare la visita. E se hai dubbi su cosa raccontare, un diario dell'emicrania ben tenuto rende la visita molto più utile.
In pratica: rassicurarti senza trascurare nulla
La sintesi è questa: l'emicrania non è, di per sé, una condizione pericolosa, ma merita attenzione, soprattutto se hai l'aura. Il rischio che emerge dagli studi è modesto, e dipende in buona parte da fattori su cui puoi lavorare con il tuo medico, come fumo, pressione e scelta dei contraccettivi.
Quello che conta è conoscere il tuo schema abituale: com'è un tuo attacco "normale", quanto dura, come comincia. Più lo conosci, più ti accorgi in fretta quando qualcosa cambia. Se è la prima volta che succede qualcosa di nuovo, o se compare all'improvviso, non aspettare. E se vuoi capire meglio la differenza tra le forme di mal di testa, leggi differenza tra emicrania e mal di testa: come riconoscerle.
Per qualsiasi decisione su farmaci, pillola o esami, il punto di riferimento è sempre il tuo medico.
Domande frequenti
L'emicrania può trasformarsi in un ictus?
No, sono due condizioni diverse: l'emicrania non "diventa" un ictus. Gli studi, però, mostrano un'associazione tra emicrania, soprattutto con aura, e un rischio un po' più alto di ictus, come riporta ISSalute. Per questo, se compaiono sintomi improvvisi come bocca storta o debolezza a un lato, si chiama il 112.
Le macchie bianche alla risonanza sono pericolose?
Non è detto. Secondo la rassegna della SISC, le alterazioni della sostanza bianca nelle persone con emicrania non sono collegate a un calo delle capacità cognitive. Il loro significato nel tuo caso, però, va valutato dal medico che ha il referto.
Se vedo luci davanti agli occhi per la prima volta, devo preoccuparmi?
Meglio non restare con il dubbio: Humanitas indica che, le prime volte, i sintomi che somigliano ad aura, TIA o infarto vanno valutati chiamando il 112 e andando al Pronto Soccorso. Una volta che i medici hanno escluso altre cause, saprai più facilmente come riconoscere le tue aure future.
Con l'emicrania con aura posso prendere la pillola?
È una domanda da fare al medico o alla ginecologa. ISSalute riferisce che in genere i medici sconsigliano la pillola estroprogestinica nelle donne con emicrania con aura. Non interrompere o cambiare nulla da sola: la scelta va valutata insieme a un professionista.
Fonti
- Mal di testa e malattie cardiovascolari nelle donne, una relazione pericolosa - Humanitas
- Emicrania con aura
- Attacco ischemico transitorio (TIA) - Humanitas
- Emicrania - Disturbi di cervello, midollo spinale e nervi - Manuale MSD, versione per i pazienti
- Panoramica sulle cefalee - Disturbi di cervello, midollo spinale e nervi - Manuale MSD, versione per i pazienti
- GIORNALE DELLE CEFALEE 1 PERIODICO SCIENTIFICO E DI INFORMAZIONE DELLA SOCIETÀ
Scritto da Laurine Nicoletti, fondatrice di Mellow, che convive con l'emicrania da quando aveva 21 anni. Scopri di più · Come scriviamo i nostri articoli
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