
Emicrania statistiche: cosa dicono gli studi nel mondo e in Italia
Ti è mai capitato di dover spegnere la luce a metà pomeriggio, di annullare un'uscita all'ultimo minuto o di spiegare a un collega che "non è solo un mal di testa"? In quei momenti ci si sente un po' sole. Le emicrania statistiche raccontano un'altra storia: non sei affatto sola.
In questo articolo guardiamo le statistiche sull'emicrania nel mondo e in Italia: quante persone ne soffrono, chi colpisce di più, quanto pesa sulla vita di tutti i giorni e cosa resta ancora incerto. Se vuoi capire meglio come funziona una crisi, puoi partire dalla nostra sezione Tutto sull'emicrania.
In breve
- Secondo i dati del Global Burden of Disease 2021 riportati da Doctor33, nel mondo circa 1,2 miliardi di persone hanno l'emicrania, il 58,1% in più rispetto al 1990.
- In Italia ne soffrono circa 6 milioni di persone, di cui circa 4 milioni sono donne.
- Secondo Humanitas, in età adulta per ogni uomo con emicrania ci sono circa tre donne.
- Un documento dell'Istituto Superiore di Sanità indica che gran parte del costo sociale dell'emicrania, il 93%, è legata alla perdita di produttività e non alle cure.
Emicrania statistiche: quante persone ne soffrono nel mondo?
Nel mondo circa 1,2 miliardi di persone convivono con l'emicrania, secondo le stime del Global Burden of Disease 2021. Lo riporta Doctor33, che cita l'analisi pubblicata su Cell Reports Medicine.
Il Global Burden of Disease è un grande progetto internazionale che stima, Paese per Paese, quante persone hanno una malattia e quanto questa pesi sulla salute. Non si tratta di un conteggio persona per persona: sono stime costruite con modelli statistici, quindi vanno lette come ordini di grandezza e non come numeri esatti.
Per avere un confronto: sempre secondo Doctor33, tutti i tipi di mal di testa insieme riguardano circa 2,8 miliardi di persone. La cefalea di tipo tensivo è la più frequente (circa 2 miliardi), mentre l'emicrania viene subito dopo, con 1,2 miliardi.
Quante persone hanno l'emicrania in Italia?
In Italia l'emicrania riguarda circa 6 milioni di persone, e circa 4 milioni sono donne. Le stime però variano da studio a studio: altre fonti parlano di 7 milioni, perché dipende da come si definisce e si conta l'emicrania.
Il motivo di questa differenza è semplice: molte persone non hanno mai avuto una diagnosi. Chi conta solo i casi diagnosticati ottiene numeri più bassi, chi usa questionari nella popolazione generale ne ottiene di più alti.
E l'emicrania cronica?
L'emicrania cronica è la forma più frequente e pesante, ma riguarda una minoranza di chi ha l'emicrania. Secondo il documento dell'ISS, la quota è intorno al 4% delle persone con emicrania.
Se pensi di rientrare in questa forma, per esempio perché il mal di testa è presente per molti giorni al mese da diversi mesi, il passo giusto è parlarne con il medico: la diagnosi non si fa da soli.
Perché l'emicrania colpisce più le donne e in che età?
L'emicrania è più frequente nelle donne: in età adulta, secondo Humanitas, per ogni uomo ci sono circa tre donne. Nei Paesi occidentali la prevalenza nelle donne oscilla tra l'11% e il 25%, contro circa il 6% degli uomini.
Sul perché, la spiegazione più accreditata riguarda gli ormoni. Humanitas Salute spiega che la maggiore frequenza nel sesso femminile viene attribuita a una possibile influenza ormonale. Il verbo "attribuire" è importante: il meccanismo preciso non è ancora del tutto chiarito.
E l'età? Secondo i dati globali riportati da Doctor33, l'impatto maggiore si osserva nelle donne tra i 30 e i 44 anni, soprattutto nei Paesi a reddito medio-alto. Sono gli anni in cui spesso si lavora, si studia, si costruisce una carriera e magari si cresce una famiglia. Se ti interessa l'infanzia e l'adolescenza, trovi una guida dedicata in emicrania nei bambini e negli adolescenti.
Una nota di cautela: l'articolo precisa che queste differenze tra Paesi sono correlate anche alla capacità di fare diagnosi e all'accesso alle cure. Dove la diagnosi è più facile, i casi "emergono" di più nelle statistiche.
Quanta disabilità causa l'emicrania?
L'emicrania è tra le principali cause di disabilità nel mondo, e nelle persone sotto i 50 anni ha un peso particolarmente alto. InSalutenews la indica come la causa maggiore di disabilità tra i 20 e i 50 anni.
Qui conviene fare attenzione ai confronti, perché le classifiche cambiano a seconda di cosa si misura. Secondo Doctor33, se si considerano tutte le cefalee insieme, sono la terza causa di "anni vissuti con disabilità" (in sigla YLD, cioè gli anni di vita trascorsi con una malattia che limita le attività), dopo il mal di schiena e i disturbi depressivi.
In pratica, la disabilità dell'emicrania non dipende dalla gravità di una singola crisi, ma dal fatto che colpisce spesso, per molti anni, in età attiva.
Il peso si vede anche nella vita quotidiana. Il documento dell'ISS riporta che il 28% delle pazienti donne, contro il 17,7% degli uomini, dichiara di aver perso più di 10 giorni di attività negli ultimi 3 mesi.
Quanto costa l'emicrania alla società?
Il costo dell'emicrania è enorme, ma la parte più grande non sono i farmaci né le visite. Il documento dell'ISS cita una stima di circa 20 miliardi di euro l'anno per i Paesi con i costi più alti, Italia compresa, di cui il 93% è dovuto a costi indiretti, cioè soprattutto alla perdita di produttività.
Tradotto: giornate di lavoro o di studio saltate, ma anche giornate in cui ci sei, però non riesci a rendere come vorresti. Sono costi che pesano sul sistema, ma prima ancora sulla tua vita.
Perché l'emicrania è considerata una malattia poco riconosciuta?
Perché, nonostante i numeri, l'emicrania viene ancora spesso sottovalutata, anche dal sistema sanitario. In Italia ci sono stati dei passi avanti: con la Legge 81/2020 la cefalea cronica è stata riconosciuta come malattia sociale, e l'Italia è stata il primo Paese europeo a farlo.
Il riconoscimento sulla carta, però, non basta. Alcune cronache segnalavano che mancavano i decreti attuativi per rendere concreta la legge, e Fondazione Onda ha lanciato più volte un appello alle istituzioni perché venisse applicata.
C'è poi il tema dell'accesso. Secondo Cronache di Scienza, in Italia operano 148 strutture pubbliche o accreditate per le cefalee, con tempi di attesa per la prima visita tra due e sei mesi. Per questo molte persone convivono a lungo con le crisi prima di arrivare a una diagnosi e a un piano di cura.
Con quali altri problemi di salute si associa l'emicrania?
L'emicrania si associa più spesso del previsto a ansia, depressione e disturbi del sonno. Secondo la SISC (Società Italiana per lo Studio delle Cefalee), i disturbi d'ansia e dell'umore sono da due a dieci volte più frequenti nelle persone con emicrania, e il rischio di depressione è da 2 a 4 volte maggiore.
Associazione non significa che una cosa causi l'altra. Spesso la relazione va nei due sensi: un sonno disturbato può favorire le crisi, e le crisi frequenti possono peggiorare l'umore e il sonno. La presidente della SISC, Marina De Tommaso, ha sottolineato che la probabilità di cronicizzazione è più alta in chi ha disturbi del sonno e comorbidità psichiatriche come depressione o ansia.
Non è una sentenza, ma un buon motivo per non trascurare questi aspetti e parlarne con il tuo medico. Anche la componente familiare conta: ne parliamo in emicrania ereditaria.
L'emicrania sta aumentando?
Nei dati globali sì: i casi sono cresciuti molto negli ultimi decenni. Come riporta Doctor33, dai 732,6 milioni del 1990 si è passati a 1,2 miliardi nel 2021, con un aumento del 58,1%.
Bisogna però leggere questo dato con prudenza. Un aumento in numeri assoluti non vuol dire per forza che ogni persona abbia più probabilità di ammalarsi: contano anche la crescita della popolazione, il modo in cui si raccolgono i dati e, come visto, la capacità di diagnosticare l'emicrania. Quanto pesino questi fattori, qui, non possiamo dirlo con precisione.
Cosa significano questi numeri per te?
Significano che la tua emicrania è reale, frequente e studiata, e che chiedere aiuto è del tutto legittimo. Le statistiche descrivono una popolazione, non te: la tua emicrania ha le sue regole, i suoi tempi e i suoi possibili fattori scatenanti.
Alcune idee concrete, senza pretendere di sostituire il parere di un medico:
- Tieni traccia delle crisi: data, durata, intensità, cosa stava succedendo (sonno, stress, ciclo, pasti, schermi).
- Porta questi dati alla visita: aiutano il medico a capire il quadro molto più di un ricordo vago.
- Non aspettare di "non farcela più": se le crisi sono frequenti o ti limitano, parlane con il medico di famiglia o con un centro cefalee.
- Non confrontarti con le medie: un numero in una statistica non dice se la tua situazione è "abbastanza grave" da meritare attenzione.
Per approfondire, puoi leggere anche le sezioni I fattori scatenanti dell'emicrania e I trattamenti dell'emicrania.
Domande frequenti
Quante persone soffrono di emicrania in Italia?
Secondo Humanitas Gavazzeni, in Italia circa 6 milioni di persone hanno l'emicrania e circa 4 milioni sono donne. Le stime cambiano da fonte a fonte perché molte persone non hanno mai ricevuto una diagnosi.
Quante persone hanno l'emicrania nel mondo?
Secondo i dati del Global Burden of Disease 2021 riportati da Doctor33, circa 1,2 miliardi di persone nel mondo hanno l'emicrania. Sono stime ottenute con modelli statistici, quindi indicano un ordine di grandezza.
Perché le donne hanno più emicrania degli uomini?
Humanitas Salute spiega che la maggiore frequenza nelle donne viene attribuita a una possibile influenza ormonale. Il meccanismo preciso non è ancora del tutto chiarito, per cui è una spiegazione probabile e non una certezza.
L'emicrania è considerata una malattia sociale in Italia?
In Italia la Legge 81/2020 ha riconosciuto la cefalea cronica come malattia sociale, come ricorda cefalea.it. Il riconoscimento riguarda la forma cronica e la sua applicazione concreta è stata oggetto di appelli da parte di Fondazione Onda.
Devo preoccuparmi se rientro in queste statistiche?
No: le statistiche descrivono gruppi di persone, non prevedono cosa accadrà a te. Se le crisi sono frequenti o ti limitano nella vita quotidiana, il consiglio è parlarne con il tuo medico o con un centro cefalee.
Fonti
- Emicrania e cefalee: oltre un terzo della popolazione mondiale ne soffre. Casi in forte crescita
- EMICRANIA: UNA MALATTIA DI GENERE IMPATTO SOCIO-ECONOMICO IN ITALIA
- Emicrania
- L’Emicrania colpisce 4 milioni di donne, le cure innovative - Humanitas Gavazzeni
- Emicrania: perché le donne ne soffrono di più - Humanitas Salute
- Mal di testa, ne soffre il 50% degli adulti. L’emicrania causa maggiore disabilità tra i 20 e i 50 anni - insalutenews.it
- Emicrania e comorbidità psichiatrica
- Le nuove frontiere nella cura dell’emicrania e l’importanza della conoscenza
- EMICRANIA, DA FONDAZIONE ONDA L'APPELLO ALLE ISTITUZIONI: SERVE UN IMPEGNO PER L’ATTUAZIONE DELLA LEGGE 81/2020
- Cefalea cronica, malattia sociale per legge ma mancano i decreti attuativi
- Diagnosi emicrania: da due a sei mesi d’attesa, necessari nuovi modelli di presa in carico - Cronache di Scienza
Scritto da Laurine Nicoletti, fondatrice di Mellow, che convive con l'emicrania da quando aveva 21 anni. Scopri di più · Come scriviamo i nostri articoli
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