
Glossario emicrania: i termini spiegati in modo semplice
Esci dallo studio del neurologo con un referto pieno di parole che non hai mai sentito: "cefalea primaria", "allodinia", "profilassi", "anti-CGRP". Oppure stai leggendo un articolo e ti fermi a ogni riga per cercare cosa significhi. Succede a moltissime persone, ed è normale: il linguaggio delle cefalee è pieno di termini tecnici, e un buon glossario dell'emicrania può aiutarti a orientarti.
Questo glossario dell'emicrania raccoglie le parole che incontrerai più spesso, spiegate in modo semplice. Non serve a fare diagnosi (quella spetta al medico), ma a capire meglio cosa ti dicono e cosa stai vivendo. Se vuoi una visione d'insieme, trovi gli altri approfondimenti nella sezione Tutto sull'emicrania.
In breve
- Un glossario dell'emicrania ti aiuta a descrivere meglio le tue crisi al medico e a capire le spiegazioni che ricevi.
- Una crisi può avere più fasi: prodromi, aura, dolore e postdromi, e non compaiono sempre tutte.
- Secondo il Manuale MSD, l'aura si presenta in circa il 25% delle persone con emicrania, e gli attacchi durano di solito da 4 a 72 ore.
- L'emicrania è cronica quando il mal di testa compare per 15 o più giorni al mese per oltre 3 mesi; quali farmaci siano adatti a te lo decide sempre il medico.
Perché conviene conoscere le parole dell'emicrania?
Conoscere il vocabolario ti aiuta a descrivere meglio le tue crisi al medico e a capire le spiegazioni che ricevi. Ti aiuta anche a non spaventarti davanti a parole che suonano più gravi di quello che sono.
Non è un tema marginale: l'emicrania è una condizione diffusa, e se hai tra i 18 e i 40 anni e convivi con le crisi, è molto probabile che ti serva proprio questo tipo di chiarezza.
Quali sono i tipi di mal di testa? Cefalea, emicrania e le altre parole
Cefalea è il termine medico per "mal di testa". Comprende tante forme diverse, e l'emicrania è solo una di queste.
Cefalea primaria: il mal di testa è la malattia in sé. Le cefalee primarie comprendono emicrania, cefalea muscolo-tensiva, cefalea a grappolo e altre forme più rare.
Cefalea secondaria: il mal di testa è il sintomo di qualcos'altro, che va cercato e affrontato. La distinzione tra primarie e secondarie è alla base della classificazione delle cefalee. Per questo, se un mal di testa è nuovo o diverso dal solito, è giusto parlarne con il medico.
Emicrania: una cefalea primaria con dolore spesso su un lato della testa (ma può essere anche su entrambi), che dura da 4 a 72 ore e si accompagna a nausea, vomito e fastidio a luce e rumori. Non è "un semplice mal di testa forte".
Cefalea muscolo-tensiva (o tensiva): il comune mal di testa. Di solito è un dolore di media intensità, su entrambi i lati e costrittivo, senza nausea né peggioramento con l'attività fisica.
Cefalea a grappolo: un dolore molto intenso su un lato, vicino all'occhio o alla tempia, con lacrimazione, naso chiuso o palpebra che cade dallo stesso lato. A differenza dell'emicrania, chi ne soffre tende a muoversi in modo agitato invece di stare sdraiato al buio.
Emicrania senza aura e con aura: sono le due forme principali. La Humanitas descrive l'emicrania con aura come una forma in cui il dolore può essere preceduto da disturbi visivi, sensitivi, motori e del linguaggio. Di aura parliamo meglio tra poco.
Quali sono le fasi di una crisi? Prodromi, aura, dolore e postdromi
Una crisi non è solo il momento del dolore. Può avere più fasi, e non tutte compaiono ogni volta o in ogni persona.
Prodromi: i segnali che "sta arrivando"
Il prodromo è una sensazione che annuncia la crisi, a volte ore o giorni prima. Secondo il Manuale MSD, può comprendere cambiamenti di umore, dolore al collo, voglia di certi cibi, perdita di appetito o nausea.
Per questo a volte la voglia improvvisa di cioccolato prima di una crisi non è la causa, ma un segnale già in corso. Imparare a riconoscere i tuoi prodromi richiede un po' di osservazione nel tempo.
Aura: i disturbi che precedono o accompagnano il dolore
L'aura è un insieme di disturbi neurologici temporanei che possono riguardare la vista, la sensibilità, la parola, l'equilibrio o la coordinazione, e si presenta in circa il 25% delle persone con emicrania. Dura da pochi minuti fino a un'ora.
Nella maggior parte dei casi riguarda la vista: luci tremolanti, lampi, linee ondulate, visione offuscata o una parte del campo visivo che manca. Quando si vede una macchia luminosa che si allarga si parla di scotoma scintillante. Un termine che trovi spesso è anche "emicrania oftalmica", usato in modo informale per l'aura visiva.
La parte più rassicurante da sapere: ogni singolo sintomo dell'aura dura in genere tra 5 e 60 minuti. Se però l'aura è nuova, molto lunga o diversa dal solito, chiama il medico.
Fase del dolore (cefalea)
È la fase più conosciuta, quella in cui compaiono dolore, nausea e sensibilità agli stimoli. Gli attacchi durano di solito da 4 a 72 ore.
Postdromi: la "sbornia" dopo la crisi
Dopo il dolore può arrivare una fase di stanchezza, con spossatezza, umore basso e malessere. Molte persone la chiamano "hangover da emicrania": non è debolezza tua, fa parte della crisi.
Sintomi: cosa significano le parole strane
Alcuni termini sembrano difficili ma descrivono cose molto concrete.
- Fotofobia: fastidio alla luce. Non è paura, ma disagio.
- Fonofobia: fastidio ai rumori.
- Osmofobia: fastidio agli odori. Le persone con emicrania possono avere disturbi verso luce, rumore e, in alcuni casi, odori.
- Sintomi neurovegetativi: nausea e vomito, cioè sintomi che non sono "dolore" ma fanno parte della crisi.
- Allodinia: il dolore causato da qualcosa che normalmente non fa male, come pettinarsi, indossare gli occhiali o sfiorare il cuoio capelluto. Secondo la Società Italiana per lo Studio delle Cefalee, l'allodinia cutanea è legata alla sensibilizzazione dei neuroni trigeminovascolari.
Se ti riconosci in alcuni di questi sintomi, annotali: sono utili per il medico. Se ti interessa il ruolo della luce, trovi un approfondimento in Emicrania e schermi: la luce blu è davvero la colpevole?.
Episodica, cronica, da abuso di farmaci: le parole sulla frequenza
Qui i termini contano molto, perché descrivono quanto spesso hai mal di testa.
Emicrania episodica: le crisi compaiono fino a 14 giorni al mese. Emicrania cronica: mal di testa per 15 o più giorni al mese per oltre 3 mesi, di cui almeno 8 con caratteristiche emicraniche secondo la classificazione internazionale delle cefalee. Il passaggio da una forma all'altra non è un'etichetta fissa: può cambiare nel tempo.
Cefalea da abuso di farmaci (detta anche cefalea di rimbalzo): si verifica quando si assumono troppi farmaci per il mal di testa e il dolore compare per più di 15 giorni al mese per oltre 3 mesi. Il meccanismo è questo: il farmaco dà sollievo, ma quando l'effetto passa il mal di testa può tornare più forte. Anche i triptani, se presi spesso, possono causarla.
Non sono io a doverti dire quanti farmaci puoi prendere: è una scelta da fare con il medico, soprattutto se ti accorgi di usarli spesso.
Trattamenti: cosa significano i nomi che senti dal medico
Questa sezione è solo informativa. Quali farmaci siano adatti a te lo decide il medico, non un glossario.
- Terapia sintomatica (o "dell'attacco"): quello che si usa durante la crisi per ridurre il dolore.
- Profilassi (o terapia preventiva): trattamenti pensati per ridurre la frequenza delle crisi nel tempo, non per fermarne una già iniziata.
- Analgesici e antinfiammatori: farmaci per il dolore, come paracetamolo, ibuprofene o acido acetilsalicilico.
- Triptani: farmaci per le crisi di emicrania di intensità moderata o grave, che agiscono sul dolore una volta iniziato e non prevengono l'emicrania. Tra quelli esistenti ci sono sumatriptan, zolmitriptan, rizatriptan, almotriptan, eletriptan e frovatriptan.
- Anticorpi monoclonali anti-CGRP: farmaci preventivi di nuova generazione, diretti contro il CGRP (fremanezumab, galcanezumab) o contro il suo recettore (erenumab). Per essere prescritti seguono regole precise, che il neurologo di un centro cefalee può spiegarti.
- Tossina botulinica (Botox): un'opzione per l'emicrania cronica. Se vuoi capire come funziona, leggi Botox e emicrania cronica: il protocollo PREEMPT spiegato.
Per tutto il resto, dai rimedi senza farmaci ai percorsi di cura, la sezione di riferimento è I trattamenti dell'emicrania.
La scienza dietro l'emicrania, senza complicazioni
Non conosciamo ancora ogni dettaglio di come nasce una crisi, ma alcune parole ricorrono spesso.
Sistema trigeminovascolare: il circuito formato dal nervo trigemino (il nervo che dà sensibilità al viso e alla testa) e dai vasi che avvolgono il cervello. Durante la fase dolorosa è considerato un attore principale: le terminazioni del trigemino si attivano e liberano sostanze come il CGRP.
CGRP (peptide correlato al gene della calcitonina): una molecola coinvolta nella trasmissione del dolore. La SISC ricorda che è al centro delle ricerche sulle cause del dolore emicranico.
Sensibilizzazione: i nervi diventano più reattivi del normale. È un meccanismo che aiuta a spiegare perché, durante una crisi, anche un tocco leggero può dare fastidio.
Depressione corticale diffusa: una temporanea alterazione dell'attività della corteccia cerebrale, che di solito parte dalla zona visiva e si propaga in avanti, e che è alla base dell'aura.
Predisposizione genetica: se in famiglia ci sono altre persone con emicrania, è più probabile che anche tu ne soffra. Il tema è spiegato in Emicrania ereditaria: è genetica e la trasmetterai ai tuoi figli?.
Diario, trigger e altri strumenti di monitoraggio
Diario delle cefalee: un quaderno o un'app dove annoti le crisi. Le linee guida SISC indicano il diario come utile per definire meglio la diagnosi, seguire l'andamento del mal di testa e valutare gli effetti della terapia, annotando data, orario di inizio e fine, e caratteristiche del dolore.
Trigger (fattori scatenanti): situazioni che sembrano favorire una crisi, come stress, poco sonno, saltare i pasti o il cambio di tempo. Attenzione: un trigger non è la "causa" dell'emicrania, e non tutti i trigger funzionano ogni volta. Per questo osservare più crisi serve più che dedurre da una sola.
Giorni di emicrania al mese: quanti giorni al mese hai mal di testa. È il numero che il medico guarda per capire se la forma è episodica o cronica.
Intensità e durata: quanto è forte il dolore (di solito su una scala da 0 a 10) e per quante ore dura. Sono due dati semplici ma preziosi.
Come usare questo glossario nella vita di tutti i giorni
Non devi imparare tutto a memoria. Ecco tre usi pratici:
- Prima della visita: sottolinea le parole che descrivono quello che senti (aura, nausea, fotofobia) e portale con te.
- Durante la visita: se senti un termine che non conosci, chiedi di spiegartelo. È un tuo diritto, e i medici lo apprezzano.
- Dopo una crisi: annota cosa è successo con parole tue, poi traducile con questo glossario.
Ricorda infine che la lista non è completa e non sostituisce il parere di un medico. Se hai mal di testa frequenti, o se qualcosa ti sembra nuovo o diverso dal solito, il primo passo è parlarne con il medico di base o con un centro cefalee.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra cefalea ed emicrania?
Cefalea è il termine medico per "mal di testa" e comprende tante forme diverse. L'emicrania è una di queste: una cefalea primaria con dolore spesso su un lato della testa, che dura da 4 a 72 ore e si accompagna a nausea, vomito e fastidio a luce e rumori.
Cosa sono i prodromi e l'aura?
I prodromi sono segnali che annunciano la crisi, a volte ore o giorni prima: cambiamenti di umore, dolore al collo, voglia di certi cibi o nausea. L'aura è un insieme di disturbi neurologici temporanei, spesso visivi, che secondo il Manuale MSD si presenta in circa il 25% delle persone con emicrania.
Quando l'emicrania è considerata cronica?
Si parla di emicrania cronica quando il mal di testa compare per 15 o più giorni al mese per oltre 3 mesi, di cui almeno 8 con caratteristiche emicraniche. Le crisi fino a 14 giorni al mese rientrano invece nell'emicrania episodica.
Che cos'è la cefalea da abuso di farmaci?
È detta anche cefalea di rimbalzo e si verifica quando si assumono troppi farmaci per il mal di testa: il farmaco dà sollievo, ma quando l'effetto passa il dolore può tornare più forte. Se ti accorgi di usarli spesso, parlane con il medico.
I triptani prevengono l'emicrania?
No: i triptani sono farmaci per le crisi di intensità moderata o grave, agiscono sul dolore una volta iniziato e non prevengono l'emicrania. Quali farmaci siano adatti a te lo decide il medico.
Fonti
- Emicrania o cefalea muscolo-tensiva? Ecco come distinguerle - Humanitas
- Cefalea a grappolo - Neurologia - Manuali MSD Edizione Professionisti
- Emicrania con aura
- Emicrania senza aura
- Emicrania - Neurologia - Manuali MSD Edizione Professionisti
- Cefalea di Rimbalzo
- Triptani: cosa sono, a cosa servono e quando prenderli - ISSalute
- Linee Guida per la Diagnosi e la Terapia delle Cefalee ...
- Anno XIV • N. 4 • Dicembre 2018 In questo articolo passeremo in rassegna i
- Finalmente scoperto che cosa causa il dolore dell’emicrania
Scritto da Laurine Nicoletti, fondatrice di Mellow, che convive con l'emicrania da quando aveva 21 anni. Scopri di più · Come scriviamo i nostri articoli
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