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Donna pensierosa con un libro aperto, circondata da bolle con cervello, aura, farmaci e occhiali da sole
Le basi

Glossario emicrania: i termini spiegati in modo semplice

Di Laurine Nicoletti11 min

Esci dallo studio del neurologo con un referto pieno di parole che non hai mai sentito: "cefalea primaria", "allodinia", "profilassi", "anti-CGRP". Oppure stai leggendo un articolo e ti fermi a ogni riga per cercare cosa significhi. Succede a moltissime persone, ed è normale: il linguaggio delle cefalee è pieno di termini tecnici, e un buon glossario dell'emicrania può aiutarti a orientarti.

Questo glossario dell'emicrania raccoglie le parole che incontrerai più spesso, spiegate in modo semplice. Non serve a fare diagnosi (quella spetta al medico), ma a capire meglio cosa ti dicono e cosa stai vivendo. Se vuoi una visione d'insieme, trovi gli altri approfondimenti nella sezione Tutto sull'emicrania.

In breve

  • Un glossario dell'emicrania ti aiuta a descrivere meglio le tue crisi al medico e a capire le spiegazioni che ricevi.
  • Una crisi può avere più fasi: prodromi, aura, dolore e postdromi, e non compaiono sempre tutte.
  • Secondo il Manuale MSD, l'aura si presenta in circa il 25% delle persone con emicrania, e gli attacchi durano di solito da 4 a 72 ore.
  • L'emicrania è cronica quando il mal di testa compare per 15 o più giorni al mese per oltre 3 mesi; quali farmaci siano adatti a te lo decide sempre il medico.

Perché conviene conoscere le parole dell'emicrania?

Conoscere il vocabolario ti aiuta a descrivere meglio le tue crisi al medico e a capire le spiegazioni che ricevi. Ti aiuta anche a non spaventarti davanti a parole che suonano più gravi di quello che sono.

Non è un tema marginale: l'emicrania è una condizione diffusa, e se hai tra i 18 e i 40 anni e convivi con le crisi, è molto probabile che ti serva proprio questo tipo di chiarezza.

Quali sono i tipi di mal di testa? Cefalea, emicrania e le altre parole

Cefalea è il termine medico per "mal di testa". Comprende tante forme diverse, e l'emicrania è solo una di queste.

Cefalea primaria: il mal di testa è la malattia in sé. Le cefalee primarie comprendono emicrania, cefalea muscolo-tensiva, cefalea a grappolo e altre forme più rare.

Cefalea secondaria: il mal di testa è il sintomo di qualcos'altro, che va cercato e affrontato. La distinzione tra primarie e secondarie è alla base della classificazione delle cefalee. Per questo, se un mal di testa è nuovo o diverso dal solito, è giusto parlarne con il medico.

Emicrania: una cefalea primaria con dolore spesso su un lato della testa (ma può essere anche su entrambi), che dura da 4 a 72 ore e si accompagna a nausea, vomito e fastidio a luce e rumori. Non è "un semplice mal di testa forte".

Cefalea muscolo-tensiva (o tensiva): il comune mal di testa. Di solito è un dolore di media intensità, su entrambi i lati e costrittivo, senza nausea né peggioramento con l'attività fisica.

Cefalea a grappolo: un dolore molto intenso su un lato, vicino all'occhio o alla tempia, con lacrimazione, naso chiuso o palpebra che cade dallo stesso lato. A differenza dell'emicrania, chi ne soffre tende a muoversi in modo agitato invece di stare sdraiato al buio.

Emicrania senza aura e con aura: sono le due forme principali. La Humanitas descrive l'emicrania con aura come una forma in cui il dolore può essere preceduto da disturbi visivi, sensitivi, motori e del linguaggio. Di aura parliamo meglio tra poco.

Quali sono le fasi di una crisi? Prodromi, aura, dolore e postdromi

Una crisi non è solo il momento del dolore. Può avere più fasi, e non tutte compaiono ogni volta o in ogni persona.

Prodromi: i segnali che "sta arrivando"

Il prodromo è una sensazione che annuncia la crisi, a volte ore o giorni prima. Secondo il Manuale MSD, può comprendere cambiamenti di umore, dolore al collo, voglia di certi cibi, perdita di appetito o nausea.

Per questo a volte la voglia improvvisa di cioccolato prima di una crisi non è la causa, ma un segnale già in corso. Imparare a riconoscere i tuoi prodromi richiede un po' di osservazione nel tempo.

Aura: i disturbi che precedono o accompagnano il dolore

L'aura è un insieme di disturbi neurologici temporanei che possono riguardare la vista, la sensibilità, la parola, l'equilibrio o la coordinazione, e si presenta in circa il 25% delle persone con emicrania. Dura da pochi minuti fino a un'ora.

Nella maggior parte dei casi riguarda la vista: luci tremolanti, lampi, linee ondulate, visione offuscata o una parte del campo visivo che manca. Quando si vede una macchia luminosa che si allarga si parla di scotoma scintillante. Un termine che trovi spesso è anche "emicrania oftalmica", usato in modo informale per l'aura visiva.

La parte più rassicurante da sapere: ogni singolo sintomo dell'aura dura in genere tra 5 e 60 minuti. Se però l'aura è nuova, molto lunga o diversa dal solito, chiama il medico.

Fase del dolore (cefalea)

È la fase più conosciuta, quella in cui compaiono dolore, nausea e sensibilità agli stimoli. Gli attacchi durano di solito da 4 a 72 ore.

Postdromi: la "sbornia" dopo la crisi

Dopo il dolore può arrivare una fase di stanchezza, con spossatezza, umore basso e malessere. Molte persone la chiamano "hangover da emicrania": non è debolezza tua, fa parte della crisi.

Sintomi: cosa significano le parole strane

Alcuni termini sembrano difficili ma descrivono cose molto concrete.

Se ti riconosci in alcuni di questi sintomi, annotali: sono utili per il medico. Se ti interessa il ruolo della luce, trovi un approfondimento in Emicrania e schermi: la luce blu è davvero la colpevole?.

Episodica, cronica, da abuso di farmaci: le parole sulla frequenza

Qui i termini contano molto, perché descrivono quanto spesso hai mal di testa.

Emicrania episodica: le crisi compaiono fino a 14 giorni al mese. Emicrania cronica: mal di testa per 15 o più giorni al mese per oltre 3 mesi, di cui almeno 8 con caratteristiche emicraniche secondo la classificazione internazionale delle cefalee. Il passaggio da una forma all'altra non è un'etichetta fissa: può cambiare nel tempo.

Cefalea da abuso di farmaci (detta anche cefalea di rimbalzo): si verifica quando si assumono troppi farmaci per il mal di testa e il dolore compare per più di 15 giorni al mese per oltre 3 mesi. Il meccanismo è questo: il farmaco dà sollievo, ma quando l'effetto passa il mal di testa può tornare più forte. Anche i triptani, se presi spesso, possono causarla.

Non sono io a doverti dire quanti farmaci puoi prendere: è una scelta da fare con il medico, soprattutto se ti accorgi di usarli spesso.

Trattamenti: cosa significano i nomi che senti dal medico

Questa sezione è solo informativa. Quali farmaci siano adatti a te lo decide il medico, non un glossario.

Per tutto il resto, dai rimedi senza farmaci ai percorsi di cura, la sezione di riferimento è I trattamenti dell'emicrania.

La scienza dietro l'emicrania, senza complicazioni

Non conosciamo ancora ogni dettaglio di come nasce una crisi, ma alcune parole ricorrono spesso.

Sistema trigeminovascolare: il circuito formato dal nervo trigemino (il nervo che dà sensibilità al viso e alla testa) e dai vasi che avvolgono il cervello. Durante la fase dolorosa è considerato un attore principale: le terminazioni del trigemino si attivano e liberano sostanze come il CGRP.

CGRP (peptide correlato al gene della calcitonina): una molecola coinvolta nella trasmissione del dolore. La SISC ricorda che è al centro delle ricerche sulle cause del dolore emicranico.

Sensibilizzazione: i nervi diventano più reattivi del normale. È un meccanismo che aiuta a spiegare perché, durante una crisi, anche un tocco leggero può dare fastidio.

Depressione corticale diffusa: una temporanea alterazione dell'attività della corteccia cerebrale, che di solito parte dalla zona visiva e si propaga in avanti, e che è alla base dell'aura.

Predisposizione genetica: se in famiglia ci sono altre persone con emicrania, è più probabile che anche tu ne soffra. Il tema è spiegato in Emicrania ereditaria: è genetica e la trasmetterai ai tuoi figli?.

Diario, trigger e altri strumenti di monitoraggio

Diario delle cefalee: un quaderno o un'app dove annoti le crisi. Le linee guida SISC indicano il diario come utile per definire meglio la diagnosi, seguire l'andamento del mal di testa e valutare gli effetti della terapia, annotando data, orario di inizio e fine, e caratteristiche del dolore.

Trigger (fattori scatenanti): situazioni che sembrano favorire una crisi, come stress, poco sonno, saltare i pasti o il cambio di tempo. Attenzione: un trigger non è la "causa" dell'emicrania, e non tutti i trigger funzionano ogni volta. Per questo osservare più crisi serve più che dedurre da una sola.

Giorni di emicrania al mese: quanti giorni al mese hai mal di testa. È il numero che il medico guarda per capire se la forma è episodica o cronica.

Intensità e durata: quanto è forte il dolore (di solito su una scala da 0 a 10) e per quante ore dura. Sono due dati semplici ma preziosi.

Come usare questo glossario nella vita di tutti i giorni

Non devi imparare tutto a memoria. Ecco tre usi pratici:

  1. Prima della visita: sottolinea le parole che descrivono quello che senti (aura, nausea, fotofobia) e portale con te.
  2. Durante la visita: se senti un termine che non conosci, chiedi di spiegartelo. È un tuo diritto, e i medici lo apprezzano.
  3. Dopo una crisi: annota cosa è successo con parole tue, poi traducile con questo glossario.

Ricorda infine che la lista non è completa e non sostituisce il parere di un medico. Se hai mal di testa frequenti, o se qualcosa ti sembra nuovo o diverso dal solito, il primo passo è parlarne con il medico di base o con un centro cefalee.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra cefalea ed emicrania?

Cefalea è il termine medico per "mal di testa" e comprende tante forme diverse. L'emicrania è una di queste: una cefalea primaria con dolore spesso su un lato della testa, che dura da 4 a 72 ore e si accompagna a nausea, vomito e fastidio a luce e rumori.

Cosa sono i prodromi e l'aura?

I prodromi sono segnali che annunciano la crisi, a volte ore o giorni prima: cambiamenti di umore, dolore al collo, voglia di certi cibi o nausea. L'aura è un insieme di disturbi neurologici temporanei, spesso visivi, che secondo il Manuale MSD si presenta in circa il 25% delle persone con emicrania.

Quando l'emicrania è considerata cronica?

Si parla di emicrania cronica quando il mal di testa compare per 15 o più giorni al mese per oltre 3 mesi, di cui almeno 8 con caratteristiche emicraniche. Le crisi fino a 14 giorni al mese rientrano invece nell'emicrania episodica.

Che cos'è la cefalea da abuso di farmaci?

È detta anche cefalea di rimbalzo e si verifica quando si assumono troppi farmaci per il mal di testa: il farmaco dà sollievo, ma quando l'effetto passa il dolore può tornare più forte. Se ti accorgi di usarli spesso, parlane con il medico.

I triptani prevengono l'emicrania?

No: i triptani sono farmaci per le crisi di intensità moderata o grave, agiscono sul dolore una volta iniziato e non prevengono l'emicrania. Quali farmaci siano adatti a te lo decide il medico.

Fonti

Scritto da Laurine Nicoletti, fondatrice di Mellow, che convive con l'emicrania da quando aveva 21 anni. Scopri di più · Come scriviamo i nostri articoli

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