
Botox emicrania cronica: il protocollo PREEMPT spiegato
Hai mal di testa per metà del mese, o quasi. Hai provato le terapie preventive che ti ha proposto il neurologo, ma i giorni buoni restano pochi. Poi qualcuno ti parla del Botox per l'emicrania cronica e ti chiedi se sia una cosa seria o solo una moda.
Il Botox per l'emicrania cronica è un trattamento medico vero, studiato in modo rigoroso e usato da anni nei centri cefalee, anche in Italia. Non è lo stesso Botox dell'estetica e non è una cura che fa sparire l'emicrania: in una parte delle persone riduce i giorni di mal di testa. In questo articolo vediamo come funziona il Botox per l'emicrania cronica con il protocollo PREEMPT, per chi è indicato e cosa aspettarsi, senza promesse. Se vuoi una panoramica più ampia di cosa si può fare, trovi tutto nella sezione I trattamenti dell'emicrania.
In breve
- Il Botox per l'emicrania cronica è una terapia preventiva: non serve per spegnere una crisi in corso e non è un trattamento estetico.
- È indicato negli adulti con almeno 15 giorni di mal di testa al mese (di cui almeno 8 con caratteristiche emicraniche) che non hanno risposto ai farmaci preventivi o non li tollerano.
- Il protocollo PREEMPT prevede 31 iniezioni in punti stabiliti di testa e collo, più altre 8 facoltative, ripetute a intervalli regolari da un medico esperto.
- Funziona per una parte delle persone, non per tutte: la decisione spetta sempre al neurologo o al centro cefalee.
Cos'è la tossina botulinica e cosa c'entra con l'emicrania?
La tossina botulinica è una sostanza prodotta dal batterio Clostridium botulinum, lo stesso che causa il botulismo. Detto così fa paura, ma in medicina si usano quantità minime, iniettate nei muscoli per metterli temporaneamente a riposo, come spiega ISSalute. Per questo la stessa molecola viene usata in ambiti molto diversi, dall'estetica ai disturbi del movimento.
Per l'emicrania si usa una forma specifica di tossina botulinica di tipo A, con un'indicazione precisa. Secondo il Prontuario terapeutico della Regione Emilia-Romagna, le indicazioni per l'emicrania sono state registrate a partire dal 2013. Riguardano gli adulti con emicrania cronica che non hanno risposto abbastanza ai farmaci preventivi, oppure non li tollerano.
Come funziona il Botox sull'emicrania cronica?
Non sappiamo tutto, ma l'idea principale è questa. La tossina viene iniettata nella zona di testa, viso e collo innervata dal nervo trigemino. Lì sembra bloccare la sensibilizzazione al dolore a livello periferico, perché inibisce il rilascio di alcune molecole che trasmettono il dolore, tra cui il CGRP, come riportano i centri che la utilizzano, ad esempio l'Istituto Auxologico e il Gruppo San Donato.
Non è quindi un semplice "rilassante muscolare" per il collo contratto. Si pensa che agisca sul modo in cui i segnali del dolore partono dalla periferia verso il cervello. Resta però un trattamento preventivo: non serve per spegnere una crisi in corso.
Cosa significa PREEMPT?
PREEMPT sta per Phase III REsearch Evaluating Migraine Prophylaxis Therapy. È il nome del programma di studi che ha portato all'approvazione del Botox per l'emicrania cronica. Secondo Informazioni sui farmaci, il programma comprende due studi di fase III con 1.384 pazienti adulti.
Oggi "protocollo PREEMPT" indica soprattutto il modo standard di fare le iniezioni. Lo schema prevede 31 iniezioni in punti della testa e del collo stabiliti in anticipo, più altre 8 facoltative, che il medico può aggiungere nelle zone dove senti più dolore.
I punti si trovano in aree come:
- la fronte e la zona tra le sopracciglia;
- le tempie;
- la parte posteriore della testa;
- la nuca e il collo;
- le spalle.
Le dosi e la scelta dei punti li decide il medico, in base al tuo caso. Qui non troverai numeri di dosaggio, perché non è una cosa da gestire da sole: è un atto medico.
Per chi è indicato il Botox per l'emicrania?
Il Botox non è per tutte le persone con emicrania, ma per chi ha una forma cronica. Come indicato dal Prontuario dell'Emilia-Romagna, si parla di emicrania cronica quando il mal di testa è presente per almeno 15 giorni al mese e almeno 8 di questi giorni hanno caratteristiche emicraniche. Se vuoi capire meglio la differenza tra emicrania e altri mal di testa, c'è la pagina I sintomi dell'emicrania.
Oltre a questo, la persona deve aver avuto una risposta insufficiente ai farmaci preventivi, oppure non tollerarli. Lo stesso documento aggiunge che, per la complessità d'uso e per il tipo di pazienti, il trattamento va riservato a casi selezionati seguiti da centri ospedalieri con esperienza specifica. È un documento regionale e le regole possono cambiare, quindi il riferimento resta il tuo neurologo.
Se ti ritrovi in questa descrizione, la strada più sensata è parlarne con il medico o con un centro cefalee. Non esiste un test online che possa dirti se sei candidata.
Quanto funziona davvero il Botox per l'emicrania cronica?
Qui serve onestà. Negli studi PREEMPT, secondo Informazioni sui farmaci, i giorni con mal di testa sono diminuiti di 7,8 e 9 giorni con la tossina, contro 6,4 e 6,7 giorni con il placebo (nei due studi). Alla 24ª settimana, il 47,1% delle persone trattate ha avuto una riduzione di almeno la metà dei giorni di emicrania, contro il 35,1% con il placebo.
Cosa vuol dire in pratica? Che il placebo ha un effetto importante, e che la differenza reale con il trattamento esiste ma è moderata. Il Centro Auxologico sintetizza dicendo che il farmaco è efficace nel dimezzare i giorni di mal di testa al mese in circa la metà delle persone trattate.
Un altro dato utile viene da uno studio osservazionale europeo, presentato nel 2017 al congresso dell'American Academy of Neurology: circa due terzi dei pazienti si sono dichiarati soddisfatti del trattamento. In sintesi, non funziona per tutte, ma per chi risponde può fare una differenza concreta nella vita di tutti i giorni.
E se non funziona al primo ciclo?
Può capitare. Per questo di solito il medico valuta il risultato dopo più sedute, non dopo una sola. Chiedi al tuo neurologo come verrà valutata la risposta nel tuo caso.
Come si svolge una seduta?
La seduta si fa in ambulatorio, di solito in un centro cefalee o in un servizio ospedaliero. Il medico inietta piccole quantità di farmaco nei muscoli di testa, collo e spalle, seguendo i punti del protocollo, come descrive l'Istituto Auxologico. Per la durata esatta e per come prepararti, chiedi al centro che ti segue.
Il trattamento si ripete a intervalli regolari, stabiliti dal medico. Come indica l'Auxologico, di solito non serve interrompere le altre terapie in corso.
Una cosa importante: il Botox per l'emicrania non è un trattamento estetico. Va fatto da medici esperti di cefalee, con il protocollo specifico, e non in un centro estetico.
Quali effetti collaterali può avere?
Nei due studi PREEMPT, secondo Informazioni sui farmaci, gli effetti indesiderati sono stati il 29,4% con la tossina e il 12,7% con il placebo. I più frequenti, confrontati con il placebo, sono stati:
- debolezza muscolare (5,5% contro 0,3%);
- ptosi palpebrale, cioè la palpebra che cade un po' (3,3% contro 0,3%);
- dolore nel punto di iniezione (3,2% contro 2%).
La stessa fonte precisa che nella maggior parte dei casi questi effetti sono transitori e si risolvono da soli. Se noti qualcosa di strano dopo la seduta, parlane con il centro che ti segue. Il medico può spiegarti quali effetti sono attesi e quali meritano un controllo.
Botox o anti-CGRP: come si sceglie, e si possono usare insieme?
Gli anticorpi monoclonali anti-CGRP sono un'altra terapia preventiva, con un meccanismo diverso: bloccano il CGRP o il suo recettore. Quale scegliere dipende dalla tua storia clinica, dalle terapie già provate, dalla tollerabilità e dalle tue preferenze, quindi è una decisione da prendere con il neurologo. Non esiste una risposta valida per tutte.
C'è una novità interessante per chi vive in Italia. Dal 23 aprile 2025, secondo SaluteIn e ANSA, l'associazione tra tossina botulinica e anticorpi anti-CGRP è consentita in regime di rimborsabilità dal Servizio sanitario nazionale nei pazienti con emicrania cronica.
Ci sono anche i primi dati sull'uso combinato. Uno studio retrospettivo presentato all'American Headache Society nel 2023 suggerisce che l'associazione possa essere più efficace della monoterapia. Va letto con cautela: uno studio retrospettivo guarda indietro ai casi già trattati e non basta a trarre conclusioni definitive.
Come funziona l'accesso in Italia?
In Italia il percorso passa di norma dai centri cefalee, dove un neurologo valuta se sei candidata e imposta il trattamento. Per questo, per i costi e per le modalità di accesso nella tua zona, il riferimento è il centro cefalee della tua regione o il tuo medico di famiglia. L'organizzazione dei servizi può cambiare da una regione all'altra, e non è utile fidarsi di informazioni generiche.
Se vuoi prepararti alla visita, una buona idea è portare qualche mese di dati sulle tue crisi. Aiuta il medico a capire se rientri nei criteri dell'emicrania cronica e a decidere i passi successivi.
Perché tenere un diario delle crisi aiuta con il Botox?
Il Botox non fa effetto subito e non funziona allo stesso modo per tutte, quindi serve un modo concreto per capire se sta aiutando. Il ricordo, da solo, inganna: dopo mesi difficili, è facile non accorgersi che i giorni di mal di testa sono scesi da 20 a 12 al mese, oppure pensare che vada meglio quando in realtà non è così.
Un diario aiuta in tre momenti:
- Prima del trattamento, per documentare quanti giorni di mal di testa hai davvero e quanto sono intensi.
- Tra una seduta e l'altra, per vedere la tendenza nel tempo.
- Alla visita di controllo, per dare al medico numeri chiari su cui ragionare insieme.
Registrare anche i possibili fattori scatenanti, come sonno, stress e cambi di pressione, ti aiuta a capire cosa può pesare sulle tue giornate. Non sostituisce il parere del medico, ma rende la visita molto più utile. Se vuoi approfondire, leggi anche I fattori scatenanti dell'emicrania.
Cosa ricordare
- Il Botox per l'emicrania cronica è una terapia preventiva, non serve per spegnere una crisi in corso.
- È pensato per chi ha 15 o più giorni di mal di testa al mese (di cui almeno 8 emicranici) e non ha risposto ai farmaci preventivi, oppure non li tollera.
- Il protocollo PREEMPT prevede iniezioni in punti precisi di testa, collo e spalle, ripetute a intervalli regolari da un medico esperto.
- Funziona per una parte delle persone, non per tutte. Gli effetti collaterali sono per lo più transitori.
- Dal 2025 in Italia è possibile associarlo agli anti-CGRP con rimborso del SSN nell'emicrania cronica.
- La decisione spetta al neurologo o al centro cefalee. Non cambiare né sospendere terapie da sola.
Domande frequenti
Il Botox per l'emicrania cronica è lo stesso dell'estetica?
È la stessa molecola, la tossina botulinica di tipo A, ma l'uso è diverso. Per l'emicrania si segue un protocollo specifico, il PREEMPT, e il trattamento va fatto da medici esperti di cefalee, non in un centro estetico.
Per chi è indicato il Botox per l'emicrania?
Secondo il Prontuario terapeutico della Regione Emilia-Romagna è indicato negli adulti con emicrania cronica, cioè mal di testa per almeno 15 giorni al mese, di cui almeno 8 con caratteristiche emicraniche. Serve inoltre una risposta insufficiente ai farmaci preventivi, oppure la loro scarsa tollerabilità. La valutazione spetta al neurologo o al centro cefalee.
Quanto funziona il Botox per l'emicrania cronica?
Secondo Informazioni sui farmaci, nei due studi PREEMPT alla 24ª settimana il 47,1% delle persone trattate ha avuto una riduzione di almeno la metà dei giorni di emicrania, contro il 35,1% con il placebo. Non funziona per tutte, ma per chi risponde può fare una differenza concreta.
Quali sono gli effetti collaterali del Botox per l'emicrania?
I più frequenti negli studi PREEMPT sono stati debolezza muscolare, ptosi palpebrale (palpebra che cade un po') e dolore nel punto di iniezione. Secondo Informazioni sui farmaci sono per lo più transitori. Se noti qualcosa di strano dopo la seduta, parlane con il centro che ti segue.
Il Botox si può associare agli anticorpi anti-CGRP?
Dal 23 aprile 2025, secondo SaluteIn e ANSA, l'associazione tra tossina botulinica e anticorpi anti-CGRP è consentita con rimborso del Servizio sanitario nazionale nei pazienti con emicrania cronica. La scelta della terapia va discussa con il neurologo.
Fonti
- Tossina botulinica nell’emicrania - Informazioni sui farmaci
- Tossina Botulinica nell'emicrania - Informazioni sui farmaci
- Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare
- Emicrania cronica e tossina botulinica
- Emicrania e iperidrosi: il trattamento con tossina botulinica di tipo A
- Botox (Botulino) - Uso estetico - ISSalute
- Gestione terapeutica dell’emicrania: da AIFA importanti novità - SaluteIn
- Passo in avanti nella gestione terapeutica dell'emicrania - Cefalea - Ansa.it
- Emicrania cronica: botulino e monoclonali meglio della monoterapia - Corriere Nazionale
Scritto da Laurine Nicoletti, fondatrice di Mellow, che convive con l'emicrania da quando aveva 21 anni. Scopri di più · Come scriviamo i nostri articoli
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