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Donna pensierosa con la mano sul mento e due fumetti che mostrano due diversi mal di testa
Diagnosi

Differenza tra emicrania e mal di testa: come riconoscerle

Di Laurine Nicoletti10 min

Hai la testa pesante dopo una giornata passata davanti al computer e ti chiedi se sia "solo mal di testa". Oppure ti si pianta un dolore pulsante su un lato, la luce ti dà fastidio e l'unica cosa che vuoi è una stanza buia. Sono due situazioni che spesso vengono chiamate allo stesso modo, ma c'è una differenza tra emicrania e mal di testa, e capirla ti aiuta a dare il giusto nome a ciò che senti.

La differenza tra emicrania e mal di testa sta soprattutto nel tipo di dolore, nella durata e nei sintomi che lo accompagnano. In questo articolo vediamo come si presenta una cefalea tensiva (il mal di testa "classico"), come si presenta l'emicrania, come orientarti e quando è il momento di parlarne con il medico. Se vuoi una panoramica più ampia, trovi tutto nella sezione La diagnosi dell'emicrania.

In breve

  • Il mal di testa più comune è la cefalea tensiva: secondo il Manuale MSD è un dolore da lieve a moderato, spesso "a fascia" intorno alla testa.
  • L'emicrania è una malattia neurologica: il Manuale MSD la descrive come un dolore spesso pulsante e da un lato, con nausea e fastidio per luce, rumori e odori.
  • Il confronto più utile è tra durata e sintomi: l'emicrania dura in genere da 4 a 72 ore ed è spesso peggiorata dal movimento, mentre la cefalea tensiva di solito non lo è.
  • Distinguere i due tipi serve a parlarne meglio con il medico, che è l'unico a poter fare una diagnosi e a indicare le cure adatte.

Che cos'è la cefalea tensiva, il mal di testa "classico"?

La cefalea tensiva è il tipo di mal di testa più diffuso: un dolore non pulsante, di intensità lieve o media, che di solito interessa la nuca e si estende alla testa. Lo descrive così Humanitas, che parla di un dolore sordo, "a fascia" o "a cerchio", a volte "a casco".

Di solito il dolore è su entrambi i lati e non peggiora quando ti muovi o fai le scale. Secondo il Manuale MSD, stress, sonno insufficiente, dolore al collo o alla mascella e affaticamento degli occhi possono scatenarla. Humanitas aggiunge le posture scorrette, per esempio durante il lavoro al computer o la lettura.

La durata può variare molto: da circa 30 minuti fino a 7 giorni, come riportato dalle schede del Manuale MSD. Si parla di forma episodica quando capita poche volte al mese e di forma cronica quando si presenta per più di 15 giorni al mese per almeno tre mesi.

Che cos'è l'emicrania e come si presenta?

L'emicrania è una malattia neurologica che si manifesta con attacchi di mal di testa, spesso pulsanti e localizzati da un lato, accompagnati da altri sintomi. Il Manuale MSD cita nausea, a volte vomito, e sensibilità a luce, rumori e odori.

Un altro segnale tipico è il rapporto con il movimento. Secondo il Manuale MSD per i professionisti, l'attività fisica abituale spesso aggrava il dolore e, insieme al fastidio per luce e suoni, porta molte persone a sdraiarsi in una stanza buia e silenziosa.

Prima del dolore possono comparire dei segnali di avvertimento, chiamati sintomi premonitori: sbalzi d'umore, dolore al collo, voglia di cibo o perdita di appetito. In circa il 25% delle persone l'attacco è preceduto da un'aura, cioè un disturbo temporaneo (spesso visivo) che si sviluppa nell'arco di circa cinque minuti e può durare fino a un'ora, sempre secondo lo stesso Manuale MSD.

Quanto dura un attacco di emicrania?

Un attacco di emicrania dura in genere da 4 a 72 ore se non viene trattato o se il trattamento non funziona. Questo intervallo fa parte dei criteri diagnostici descritti nelle linee guida della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC), che richiedono anche almeno due caratteristiche tra dolore da un lato, dolore pulsante, intensità moderata o forte e peggioramento con l'attività fisica.

Per parlare di emicrania senza aura servono inoltre almeno 5 attacchi con queste caratteristiche. Non è un test che puoi fare da sola, ma ti dà un'idea di come ragionano gli specialisti.

Come capire se hai emicrania o cefalea tensiva?

Per orientarti, confronta durata, tipo di dolore e sintomi associati: sono i punti su cui le fonti mediche si basano per distinguere i due disturbi. Nessuna tabella sostituisce una visita, ma può aiutarti a descrivere meglio quello che senti.

Cefalea tensivaEmicrania
DoveDi solito su entrambi i latiSpesso da un lato
Che doloreCostrittivo, "a fascia", non pulsantePulsante o martellante
IntensitàDa lieve a moderataDa moderata a forte
MovimentoDi solito non peggioraSpesso peggiora
NauseaDi solito assenteFrequente
Luce, rumori, odoriDi solito non danno fastidioDanno fastidio

La sintesi si basa su quanto riportato da Humanitas e dal Manuale MSD.

E se i sintomi si sovrappongono?

Capita, e non devi preoccuparti se non ti riconosci in una sola colonna. Le linee guida della SISC ricordano che nausea, fastidio alla luce e ai rumori possono comparire anche nella cefalea tensiva. Quello che orienta di più verso l'emicrania è l'intensità di questi sintomi: più sono forti, più la diagnosi si sposta in quella direzione.

Inoltre una stessa persona può avere entrambi i tipi di mal di testa in momenti diversi. Per questo un racconto preciso delle tue crisi, nel tempo, vale più di una singola impressione.

Perché è importante fare la differenza?

Distinguere i due tipi di mal di testa è importante perché cambiano il modo di parlarne con il medico e le strategie di gestione. Un'emicrania, per esempio, ha spesso dei fattori scatenanti da individuare e, quando è frequente, può richiedere un percorso diverso da quello di un mal di testa occasionale.

C'è poi un motivo più umano: sentirti dire "è solo mal di testa" quando in realtà stai male per un giorno intero può far sentire poco capite. Riconoscere l'emicrania come condizione a sé, con le sue caratteristiche, è un modo per dare il giusto peso a ciò che vivi.

Riconoscerla come condizione a sé aiuta anche a guardare i fattori che possono pesare, dal sonno allo stress fino agli schermi. Ne parliamo in Emicrania e schermi: la luce blu è davvero la colpevole?.

Non devi per forza cercare una "etichetta" da sola. Se vuoi capire anche il peso della famiglia, puoi leggere Emicrania ereditaria: è genetica?.

Quando conviene parlarne con il medico?

Conviene parlarne con il medico di famiglia se il mal di testa è frequente, se i farmaci da banco non bastano o se ti impedisce di svolgere le attività di ogni giorno. Secondo ISSalute, vale la pena rivolgersi al medico quando i disturbi non migliorano con gli antidolorifici o sono così intensi e frequenti da impedirti di lavorare o studiare.

Il Manuale MSD indica la frequenza (più di 5 giorni al mese) come un altro motivo per consultare il medico. Sarà lui a decidere se serve una visita dal neurologo, ad esempio quando le cause non sono chiare, quando le crisi superano i 15 giorni al mese o quando le terapie usate non funzionano. Nessun articolo può dirti cosa prendere o cambiare: quella è una decisione da prendere con un professionista.

Quali segnali richiedono una valutazione urgente?

Alcuni segnali richiedono una valutazione medica subito. Secondo Humanitas e il Manuale MSD, vanno presi in considerazione:

  • un mal di testa improvviso e molto intenso, mai provato prima;
  • dolore accompagnato da febbre, rigidità del collo o confusione;
  • mal di testa comparso dopo un incidente o un colpo alla testa;
  • debolezza, formicolio o torpore, difficoltà a parlare, disturbi della vista o perdita di coordinazione;
  • un cambiamento evidente rispetto al tuo solito modo di avere mal di testa.

Questo non vuol dire che sia qualcosa di grave: nella maggior parte dei casi non lo è. Ma sono situazioni in cui è meglio farsi vedere, in pronto soccorso se i sintomi sono forti o improvvisi.

Come tenere traccia dei tuoi mal di testa per capirli meglio?

Il modo più semplice è annotare ogni episodio: quando è iniziato, quanto è durato, dove sentivi il dolore e quali sintomi avevi. Le linee guida della SISC consigliano di valutare anche l'intensità di nausea, fastidio alla luce e ai rumori con una scala da 0 (assente) a 3 (severa), proprio perché questi dettagli aiutano a distinguere i due tipi.

Ti basta tenere a mente poche domande:

  1. Il dolore è su un lato o su entrambi?
  2. Pulsa o stringe?
  3. Peggiora se ti muovi o fai le scale?
  4. Hai nausea o fastidio per luce e rumori?
  5. Quanto è durato, e cosa è successo nelle ore e nei giorni prima (sonno, stress, cicli, pasti, schermi)?

Con il tempo possono emergere dei collegamenti che da sola non noteresti. Se la tua preoccupazione riguarda una figlia o un figlio, puoi leggere anche Emicrania nei bambini e negli adolescenti: la guida per i genitori.

Capire il tuo mal di testa è già un primo passo

Emicrania e mal di testa non sono la stessa cosa: la cefalea tensiva è in genere più lieve e "a fascia", l'emicrania è più forte, spesso pulsante, con nausea e fastidio per luce e rumori. Nella vita reale i confini possono sfumare, e va bene così. Quello che conta è osservare cosa succede, annotarlo e portarlo al medico, senza cercare di fare diagnosi da sola.

Se ti riconosci nella descrizione dell'emicrania, sappi che non sei una "che esagera": è una condizione neurologica riconosciuta. Prendersi il tempo di capire come si presentano le tue crisi è il punto di partenza per viverle con meno incertezza.

Domande frequenti

L'emicrania è solo un mal di testa più forte?

No. L'emicrania è una malattia neurologica con attacchi che possono includere nausea, fastidio a luce e rumori e talvolta un'aura, come descrive il Manuale MSD. Un mal di testa tensivo può essere fastidioso, ma di solito è più lieve e non peggiora con il movimento.

Si può avere sia emicrania sia cefalea tensiva?

Sì, una stessa persona può avere tipi diversi di mal di testa. Le linee guida della SISC ricordano anche che alcuni sintomi, come la nausea o il fastidio alla luce, possono comparire in entrambi i casi. Per questo è utile descrivere al medico più crisi, non solo l'ultima.

Il dolore da un lato della testa è sempre emicrania?

No. Il dolore da un lato è una delle caratteristiche tipiche dell'emicrania, ma i criteri diagnostici descritti dalla SISC richiedono più elementi insieme, tra cui durata, intensità e sintomi associati. Solo il medico può dirti di che tipo di mal di testa si tratta.

Quanto dura una cefalea tensiva rispetto a un'emicrania?

La cefalea tensiva può durare da circa 30 minuti a 7 giorni, mentre l'emicrania dura in genere da 4 a 72 ore, secondo il Manuale MSD e la SISC. La sola durata però non basta a distinguerle.

Fonti

Scritto da Laurine Nicoletti, fondatrice di Mellow, che convive con l'emicrania da quando aveva 21 anni. Scopri di più · Come scriviamo i nostri articoli

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