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Uomo pensieroso con maglietta gialla, mano sul mento, che immagina tre medicinali e un punto interrogativo
Trattamenti

Antidolorifico per mal di testa: paracetamolo, ibuprofene e aspirina, le differenze

Di Laurine Nicoletti11 min

Ti svegli con la testa che pulsa, apri l'armadietto dei medicinali e trovi tre scatole diverse: Tachipirina, un ibuprofene, un'aspirina. Quale scegli? E se il mal di testa torna spesso, c'è un limite oltre il quale l'antidolorifico per mal di testa smette di aiutarti e rischia di peggiorare le cose?

Non esiste un antidolorifico migliore per tutte. Cambiano il tipo di mal di testa, l'intensità, la tua salute generale e perfino quante volte al mese ricorri al farmaco. In questo articolo vediamo come si differenziano paracetamolo, ibuprofene (e gli altri FANS) e aspirina, quali sono i loro limiti e perché è importante non esagerare. Non troverai dosi né indicazioni su cosa prendere tu: quello spetta al medico o al farmacista. Se vuoi una visione più ampia, trovi tutto nella nostra guida a i trattamenti dell'emicrania.

In breve

  • Il paracetamolo è un analgesico e antifebbrile senza azione antinfiammatoria; secondo Meteoweb è sconsigliato in caso di problemi al fegato.
  • Ibuprofene e altri FANS agiscono anche sull'infiammazione e per l'emicrania sono in genere la prima scelta nei casi lievi o moderati, mentre il paracetamolo da solo è considerato meno efficace (My-personaltrainer); richiedono però più precauzioni per stomaco, reni e gravidanza.
  • Secondo il Manuale MSD, la cefalea da abuso di farmaci compare quando si ha mal di testa per più di 15 giorni al mese per oltre 3 mesi dopo un uso troppo frequente di antidolorifici.
  • In caso di dubbi, di mal di testa frequente o di altre malattie e terapie, chiedi al medico o al farmacista prima di scegliere.

Quale antidolorifico per mal di testa si compra senza ricetta?

Le tre opzioni più comuni nelle nostre farmacie appartengono a due famiglie: il paracetamolo da una parte, i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) dall'altra. Ne fanno parte l'ibuprofene e l'aspirina (acido acetilsalicilico), e anche altri principi attivi come il naprossene o il diclofenac.

La differenza principale sta nel modo in cui lavorano. Come spiega Meteoweb, il paracetamolo abbassa dolore e febbre ma non ha effetto antinfiammatorio, mentre l'ibuprofene è un FANS. L'infiammazione, nell'emicrania come in altri dolori, può contribuire a far peggiorare il sintomo, e per questo i FANS agiscono su qualcosa in più del solo dolore.

Un'altra cosa da tenere presente: molti prodotti da banco combinano più sostanze (per esempio paracetamolo, aspirina e caffeina) o hanno nomi commerciali che nascondono lo stesso principio attivo. Leggere sempre il principio attivo sulla scatola è il primo gesto di prudenza.

Il paracetamolo: il più delicato, ma non il più potente

Il paracetamolo è spesso la scelta di partenza perché in genere è ben tollerato e può essere usato anche da chi non può assumere FANS, come riporta Torrinomedica. Non irrita lo stomaco come possono fare gli antinfiammatori, e questo lo rende una soluzione frequente per chi ha una gastrite o una storia di bruciore.

I suoi limiti sono due. Il primo è l'efficacia: per l'emicrania il paracetamolo da solo è considerato meno efficace dei FANS e viene indicato soprattutto quando i FANS non sono tollerati o sono controindicati. Il secondo è il fegato: secondo l'AIFA è importante rispettare le indicazioni del foglio illustrativo ed evitare di assumere insieme più prodotti che contengono paracetamolo.

Quest'ultimo punto è più facile da sbagliare di quanto sembri: alcuni farmaci per raffreddore, influenza o tosse contengono già paracetamolo. Se stai prendendo altro per sintomi diversi, un controllo dell'etichetta, o una domanda al farmacista, vale il minuto che richiede.

Ibuprofene e altri FANS: spesso più efficaci, più precauzioni

L'ibuprofene e gli altri FANS sono spesso più efficaci del paracetamolo sul mal di testa, ma richiedono più attenzione a stomaco, reni, cuore e gravidanza. Per l'emicrania lieve o moderata, la fonte My-personaltrainer indica proprio i FANS come primo approccio, con ibuprofene, diclofenac e naprossene tra gli esempi. Per la cefalea tensiva, il Manuale MSD cita come farmaci da banco sia il paracetamolo sia l'ibuprofene.

Le precauzioni, però, sono reali:

  • Stomaco: i FANS possono danneggiare la mucosa dello stomaco e del duodeno, con erosioni, ulcere e sanguinamenti, a volte senza sintomi di avvertimento (Torrinomedica). Sono controindicati se hai o hai avuto un'ulcera o sanguinamenti ricorrenti.
  • Reni: possono ridurre il flusso di sangue ai reni e peggiorare un'insufficienza renale già presente (Torrinomedica).
  • Asma e allergie: il foglietto illustrativo dell'ibuprofene segnala che il broncospasmo può peggiorare in chi ha asma o malattie allergiche.
  • Gravidanza: lo stesso foglietto avverte di rischi per il feto, in particolare nell'ultimo trimestre. Se aspetti un bambino o lo cerchi, non scegliere da sola.
  • Cuore: farmaci di questo tipo possono essere associati a un modesto aumento del rischio di infarto o ictus, soprattutto a dosi elevate, come riporta il foglietto illustrativo.

Il foglietto aggiunge un principio generale utile: gli effetti indesiderati si riducono usando la dose minima efficace per il tempo più breve necessario. Per sapere cosa vale nel tuo caso, il riferimento resta il medico o il farmacista.

L'aspirina: un antinfiammatorio con le sue regole

L'aspirina è un FANS a tutti gli effetti, quindi ne condivide vantaggi e precauzioni, con alcune particolarità. Secondo My-personaltrainer, gli studi clinici hanno mostrato che l'aspirina è efficace nell'emicrania e anche sui sintomi associati, come nausea, fotofobia (fastidio alla luce) e fonofobia (fastidio ai rumori).

La particolarità più importante riguarda i giovani. Per Meteoweb l'aspirina va evitata sotto i 16 anni. Il motivo è la sindrome di Reye, una condizione rara e grave che coinvolge fegato e cervello e che è stata collegata all'assunzione di acido acetilsalicilico durante infezioni virali come influenza o varicella (My-personaltrainer). Se hai una figlia o un figlio adolescente con mal di testa, chiedi sempre al pediatra o al medico (ne parliamo anche in questa guida per i genitori).

Cefalea tensiva o emicrania: la scelta cambia?

In parte sì: i principi attivi sono gli stessi, ma cambia il peso dell'efficacia e quanto è importante riconoscere il tipo di mal di testa. Nella cefalea tensiva (la forma più comune, con dolore a fascia, non pulsante) il Manuale MSD indica che il trattamento si basa sugli analgesici, a volte accompagnati da interventi comportamentali e psicologici. Per distinguerla dall'emicrania puoi leggere cefalea tensiva: sintomi, durata e differenze con l'emicrania e differenza tra emicrania e mal di testa.

Nell'emicrania, come visto, i FANS sono il primo approccio nei casi lievi o moderati, mentre il paracetamolo è un'alternativa quando non sono adatti. Per gli attacchi moderati o forti che non rispondono, la fonte My-personaltrainer indica i triptani come farmaci di scelta: li spieghiamo in triptani emicrania. Se vuoi vedere l'intero percorso, dagli antidolorifici ai triptani, c'è farmaci per l'emicrania: come orientarti.

Non scegliere in base a quello che ha funzionato a un'amica: la stessa pillola può andare bene per lei e non per te, per ragioni di salute che non si vedono dall'esterno.

Si possono associare o alternare più antidolorifici?

Non c'è una regola valida per tutte, ed è proprio il tipo di domanda da fare al farmacista o al medico. Esistono prodotti che associano più sostanze in una sola compressa (la fonte My-personaltrainer cita l'esempio di paracetamolo, acido acetilsalicilico e caffeina), ma non significa che mescolare le scatole di casa sia una buona idea.

I rischi pratici sono tre:

  • Duplicati senza accorgersene: lo stesso principio attivo può comparire sotto nomi diversi.
  • Effetti che si sommano: due FANS insieme non sono "più forti", ma possono pesare di più su stomaco e reni.
  • Più giorni di farmaci: alternare prodotti diversi non cambia il conto dei giorni in cui prendi qualcosa per la testa, che è ciò che conta per il rischio di cefalea da abuso di farmaci (vedi sotto).

Quante volte è troppe? Quando l'antidolorifico mantiene il mal di testa

Prendere antidolorifici troppo spesso può trasformare un mal di testa occasionale in un mal di testa quasi quotidiano. Si chiama cefalea da abuso di farmaci (o cefalea da rimbalzo) e, secondo il Manuale MSD, si verifica quando si ha mal di testa per più di 15 giorni al mese per oltre 3 mesi, in chi assume troppi farmaci. Interessa circa l'1-2% della popolazione ed è più frequente nelle donne.

Le soglie di "uso eccessivo" descritte dal Manuale MSD per i professionisti sono: più di 15 giorni al mese per gli analgesici semplici, più di 10 giorni al mese per triptani, oppioidi e analgesici di combinazione. Fra le cause più comuni la stessa fonte nomina anche i FANS. Il mal di testa tende a presentarsi ogni giorno o quasi, spesso già al risveglio, con nausea, irritabilità e difficoltà di concentrazione (Manuale MSD).

Qualche fonte pratica, come Torrinomedica, suggerisce di non superare in generale i due o tre giorni a settimana con i farmaci da banco. È un riferimento orientativo, non una soglia personale: il tuo limite lo definisci con chi ti segue. Se ti riconosci in questo schema, non smettere di colpo da sola e parlane con il medico: la gestione richiede un piano, spesso con un'altra terapia per la prevenzione.

Contare è il primo passo per capire se sei vicina a quelle soglie. Se vuoi un metodo, leggi diario dell'emicrania: cosa annotare, e se il dolore è presente quasi ogni giorno, trovi altri spunti in mal di testa tutti i giorni.

Quando chiedere al medico o al farmacista

Il farmacista è un buon primo interlocutore per le domande pratiche; il medico serve quando il quadro è più complesso. Parlane con un professionista se:

  • usi antidolorifici più di un paio di volte alla settimana per il mal di testa;
  • hai gastrite, ulcera, problemi a fegato, reni o cuore, asma, o prendi altre terapie;
  • sei in gravidanza, cerchi un bambino o allatti;
  • il mal di testa ti limita nel lavoro, nello studio o nella vita sociale, o l'antidolorifico "non basta più";
  • si tratta di una persona sotto i 16 anni.

Per capire a chi rivolgerti e come preparare la visita, leggi emicrania: quale specialista consultare. Se il dolore è improvviso, violentissimo o accompagnato da sintomi nuovi e inusuali, non aspettare: nell'articolo mal di testa: quando andare al pronto soccorso trovi i segnali da non sottovalutare.

In sintesi: come scegliere con più consapevolezza

Un antidolorifico per mal di testa funziona meglio quando lo scegli sapendo cosa ha di particolare e quanto spesso lo usi. Il paracetamolo è più delicato per lo stomaco ma meno potente sull'emicrania e va usato con attenzione al fegato; l'ibuprofene e gli altri FANS sono spesso più efficaci, con più precauzioni; l'aspirina è un FANS con una regola in più per chi ha meno di 16 anni.

Soprattutto, non è solo questione di "quale", ma di "quanto spesso". Tenere traccia dei giorni di mal di testa e dei farmaci che prendi ti aiuta a vedere se stai entrando in un circolo vizioso, e ti dà qualcosa di concreto da mostrare al medico. Non devi gestire tutto da sola.

Domande frequenti

Meglio paracetamolo o ibuprofene per il mal di testa?

Dipende dal tipo di mal di testa e dalla tua salute. L'ibuprofene è un antinfiammatorio ed è considerato in genere più efficace del paracetamolo sull'emicrania, ma ha più controindicazioni per stomaco, reni e gravidanza (My-personaltrainer). Per scegliere nel tuo caso chiedi al medico o al farmacista.

Posso prendere l'aspirina per il mal di testa se ho meno di 16 anni?

No, di norma l'aspirina va evitata sotto i 16 anni (Meteoweb). L'acido acetilsalicilico è stato collegato alla sindrome di Reye, una condizione rara ma grave, durante infezioni virali. Per i più giovani rivolgiti al pediatra.

Quante volte al mese posso prendere un antidolorifico per il mal di testa?

Non esiste un numero valido per tutte. Il Manuale MSD indica come "uso eccessivo" più di 15 giorni al mese per gli analgesici semplici e più di 10 giorni al mese per triptani e analgesici di combinazione (Manuale MSD). Se ti avvicini a queste frequenze, parlane con il medico.

Gli antidolorifici possono peggiorare il mal di testa?

Sì, se usati troppo spesso. La cefalea da abuso di farmaci è un mal di testa quasi quotidiano che si sviluppa in chi assume troppi farmaci per le crisi, e riguarda circa l'1-2% della popolazione (Manuale MSD). Non interrompere da sola e chiedi un piano al medico.

Fonti

Scritto da Laurine Nicoletti, fondatrice di Mellow, che convive con l'emicrania da quando aveva 21 anni. Scopri di più · Come scriviamo i nostri articoli

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