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Donna china, con una mano sulla bocca e l'altra sulla tempia, accanto a uno stomaco
Trattamenti

Emicrania nausea: perché succede e come alleggerirla

Di Laurine Nicoletti10 min

Il dolore pulsa, la luce ti dà fastidio e, come se non bastasse, lo stomaco si chiude. Ti basta l'odore del caffè per sentirti peggio, e a volte finisci a inginocchiarti in bagno. Se ti riconosci, sappi che l'emicrania con nausea è una delle combinazioni più frequenti e più fastidiose: non stai esagerando e non hai "mangiato qualcosa di sbagliato".

In questo articolo vediamo perché il cervello e lo stomaco sembrano muoversi insieme, in quale momento dell'attacco la nausea si fa sentire e perché, a volte, il farmaco sembra funzionare meno. Poi passiamo ai gesti semplici che puoi provare senza medicinali e a cosa può proporti il medico. Per una panoramica più ampia sulle terapie, trovi anche la guida I trattamenti dell'emicrania.

In breve

  • Nausea e vomito sono sintomi tipici dell'attacco: secondo ISSalute l'emicrania provoca sintomi vegetativi come una nausea spesso molto intensa e il vomito.
  • Durante la crisi la digestione può rallentare: per questo alcuni farmaci contro la nausea, spiega Humanitas Salute, servono anche ad accelerare lo svuotamento dello stomaco e a favorire l'assorbimento dell'analgesico.
  • Senza medicinali puoi provare gesti semplici: riposare in una stanza buia e silenziosa, bere a piccoli sorsi, stare lontana da odori forti e mangiare poco alla volta.
  • Se il vomito dura da più di 48 ore o non riesci a trattenere i liquidi, ISSalute consiglia di contattare il medico.

Emicrania e nausea: perché lo stomaco entra nell'attacco?

La nausea fa parte dell'attacco di emicrania, non è un problema di stomaco separato. ISSalute descrive un dolore che dura dalle 4 alle 72 ore e che si accompagna a sintomi vegetativi, cioè legati al sistema nervoso che regola funzioni automatiche come la digestione, tra cui una nausea spesso molto intensa e il vomito.

Perché succede? Secondo una spiegazione divulgativa di MyPersonalTrainer, l'emicrania coinvolge le vie nervose che stimolano l'area del cervello deputata al controllo del vomito, e sarebbe legata a una riduzione della serotonina, una sostanza che regola sia la digestione sia la nausea. In altre parole, la stessa "tempesta" che genera il dolore tocca anche i centri che governano lo stomaco.

C'è poi un secondo aspetto: la digestione sembra rallentare. Lo si intuisce dal fatto che alcuni farmaci contro la nausea, come la metoclopramide o il domperidone, possono accelerare lo svuotamento gastrico. Il cibo resta nello stomaco più a lungo, e questo spiega la sensazione di pesantezza e di stomaco "fermo".

Non tutti hanno gli stessi sintomi. ISSalute precisa che alcune persone avvertono nausea, vomito e fastidio a luce e rumore: puoi avere crisi con nausea lieve, crisi con vomito e crisi senza alcun disturbo digestivo.

In quale momento dell'attacco arriva la nausea?

La nausea compare di solito durante la fase del mal di testa, ma può anticiparla e restare anche dopo. Un attacco di emicrania passa attraverso più fasi, e lo stomaco può farsi sentire in ciascuna. Se vuoi il dettaglio di ogni tappa, lo trovi in Quanto dura un'emicrania? Le fasi dell'attacco, una per una.

  • Prima del dolore (prodromo). Secondo il Manuale MSD, gli attacchi possono essere preannunciati da sintomi come cambiamenti di umore, perdita di appetito e, a volte, nausea. Questa fase, secondo MyPersonalTrainer, è presente nel 30% dei pazienti e può comparire anche 24 ore prima del dolore.
  • Durante il mal di testa. È il momento in cui la nausea è più tipica, insieme a sensibilità alla luce e ai suoni, e talvolta al vomito.
  • Dopo il dolore (postdromo). Humanitas parla di una fase con stanchezza, inappetenza e vertigini. La fase postdromica, secondo la stessa fonte divulgativa, è stata descritta nell'80% dei pazienti e può durare 24-48 ore.

Se noti che la nausea o l'inappetenza ti avvisano un giorno prima, è un'informazione preziosa. Annotarla ti aiuta a riconoscere i segnali d'attacco e a parlarne con il medico in modo più preciso.

Perché il farmaco funziona meno quando hai la nausea?

Con lo stomaco rallentato o con il vomito, una compressa può essere assorbita più lentamente o andare persa. Questo è uno dei motivi per cui, durante un attacco con nausea forte, un antidolorifico che di solito ti aiuta sembra "non fare niente".

Le indicazioni mediche sono chiare su un punto: l'analgesico è tanto più efficace, sul dolore e sui sintomi associati, quanto più precocemente viene assunto. Quando la nausea parte presto, il rischio è di perdere proprio quella finestra. Per questo i medici considerano la nausea un sintomo da trattare, e non solo da sopportare.

Un esempio dalle fonti: secondo Humanitas Salute, i triptani sono generalmente efficaci sia sul dolore sia sui sintomi associati, e per questo di solito non richiedono l'aggiunta di un antivomito. Se nausea e vomito persistono, il medico può valutare un antiemetico. Anche il Manuale MSD per i professionisti indica che, quando la nausea è prominente, la combinazione di un triptano con un antiemetico all'inizio dell'attacco è efficace. Se vuoi capire come agiscono questi farmaci, leggi Triptani emicrania: cosa sono, come funzionano e cosa sapere.

Attenzione: sono informazioni generali, non un invito a cambiare da sola quello che prendi. Scegliere il farmaco, il momento e la combinazione è compito del tuo medico o del centro cefalee.

Quali gesti semplici possono alleggerire la nausea senza farmaci?

Non esiste un rimedio che faccia sparire la nausea, ma alcuni gesti possono renderla più sopportabile. Sono accorgimenti di buon senso, non cure: servono ad accompagnare l'attacco, non a sostituire il parere del medico. Per un quadro più completo trovi Rimedi per l'emicrania senza farmaci: cosa aiuta davvero e cosa no.

Riduci gli stimoli

  • Stanza buia e silenziosa. Secondo il Manuale MSD, l'attività fisica abituale peggiora spesso l'emicrania e, insieme alla sensibilità a luce e rumori, spinge la maggior parte delle persone a sdraiarsi in una stanza buia e silenziosa.
  • Aria fresca e niente odori forti. Nel caso della nausea in generale, ad esempio nella cinetosi, il Manuale MSD suggerisce di prendere una boccata d'aria fresca ed evitare odori intensi come profumi o aria viziata. Se per te il profumo di cucina o il deodorante peggiorano tutto, aprire una finestra può già fare differenza.

Bevi e mangia poco alla volta

  • Piccoli sorsi. In caso di vomito ripetuto, ISSalute consiglia di evitare la disidratazione bevendo acqua a piccoli sorsi, e di provare un tè al limone se l'acqua stimola il vomito.
  • Qualcosa di semplice, quando ti senti pronta. Sempre secondo ISSalute, piccole quantità di cibi solidi semplici, come crackers salati o riso in bianco, aiutano a tollerare i liquidi e a recuperare i sali persi.
  • Poco e spesso. Le indicazioni generali contro la nausea suggeriscono pasti leggeri e frequenti, per non restare mai a stomaco vuoto. Se vuoi capire quali alimenti possono pesare o aiutare, c'è Emicrania e alimentazione: cibi scatenanti e cibi che aiutano.

E lo zenzero?

Lo zenzero è il "rimedio della nonna" più citato, ma bisogna essere onesti: il Manuale MSD riporta meta-analisi favorevoli per la nausea in gravidanza e per quella postoperatoria, non per la nausea dell'emicrania. Può non fare male come tisana, ma non va presentato come una soluzione provata per questo caso. Se prendi già farmaci o integratori, chiedi prima al medico o al farmacista.

Cosa può proporti il medico contro la nausea?

Il medico può trattare la nausea come parte dell'attacco, con farmaci mirati e con un piano personalizzato. Le possibilità variano da persona a persona, e qui le descriviamo solo per aiutarti a fare le domande giuste.

  • Antiemetici. Sono farmaci contro nausea e vomito. Il Manuale MSD cita tra quelli usati comunemente la metoclopramide, l'idrossizina e la proclorperazina. Alcuni, come ricordato, aiutano anche lo svuotamento dello stomaco.
  • Triptani e altri analgesici. Quando l'attacco è forte, il medico può prescrivere un triptano da assumere il prima possibile.
  • Attacchi molto gravi. Nei casi più severi lo stesso manuale cita farmaci antinausea somministrati per via endovenosa in ambiente medico, alcuni dei quali alleviano sia la nausea sia il mal di testa.
  • Terapia preventiva. Se gli attacchi sono frequenti, il medico può valutare di ridurli a monte. Un esempio sono gli anticorpi monoclonali anti-CGRP, spiegati in un articolo dedicato.

Un consiglio pratico per la visita: porta con te una descrizione precisa di cosa succede. A che punto dell'attacco arriva la nausea? Vomiti? Quanto tempo passa prima che il farmaco faccia effetto? Con queste risposte il medico può capire se il problema è il momento in cui assumi il farmaco, la sua forma o la nausea stessa.

Quando è il caso di chiedere aiuto?

Chiedi aiuto se il vomito non passa, se non trattieni i liquidi o se il mal di testa è diverso dal solito. Nella maggior parte dei casi il vomito negli adulti non è segno di qualcosa di grave, ma ci sono situazioni in cui conviene non aspettare.

Secondo ISSalute, contatta il medico se:

  • gli episodi di vomito si ripetono da più di 48 ore senza segni di miglioramento;
  • non riesci a trattenere liquidi nello stomaco;
  • compaiono segni di disidratazione, come urine scarse e molto scure, sonnolenza, stordimento o vertigini.

Chiama il 118 o vai al pronto soccorso se il vomito si accompagna a dolore o rigidità del collo e a febbre alta, oppure se arriva all'improvviso un forte mal di testa diverso da quelli che conosci. Per riconoscere queste situazioni leggi Mal di testa: quando andare al pronto soccorso e quando aspettare.

La nausea fa parte dell'emicrania, e non devi sopportarla in silenzio

La nausea non è un capriccio dello stomaco: è una parte dell'attacco, legata al modo in cui l'emicrania coinvolge i circuiti nervosi che regolano la digestione. Capire quando arriva e come influisce sull'assorbimento dei farmaci ti permette di parlarne meglio con il medico, che può aiutarti a trattarla.

Nel frattempo, i gesti semplici (buio, silenzio, sorsi d'acqua, pasti leggeri, niente odori forti) non fanno miracoli, ma possono rendere l'attacco meno pesante. E se la nausea è una costante delle tue crisi, vale la pena dirlo chiaramente alla prossima visita.

Domande frequenti

Si può avere un'emicrania con nausea ma senza vomito?

Sì. ISSalute indica che alcune persone avvertono nausea, vomito e fastidio a luce e rumore durante l'attacco, quindi i sintomi digestivi variano da persona a persona e anche da una crisi all'altra. Una nausea senza vomito è molto comune.

Posso mangiare qualcosa durante un attacco con nausea?

Se riesci, puoi provare piccole quantità di cibi semplici, come crackers salati o riso in bianco, aiutandoti con sorsi d'acqua o tè al limone, come suggerisce ISSalute per il vomito in generale. Non c'è nessun obbligo di mangiare se non te la senti: l'importante è non disidratarti.

Lo zenzero funziona contro la nausea da emicrania?

Non ci sono dati specifici sull'emicrania. Il Manuale MSD riporta benefici possibili per la nausea in gravidanza e dopo un intervento, ma non per questo caso, e ricorda che l'efficacia della maggior parte delle terapie alternative non è comprovata.

La nausea può restare anche quando il dolore è passato?

Può succedere che dopo il dolore resti una fase di malessere. Humanitas descrive una fase successiva con stanchezza, inappetenza e vertigini. Se questa fase ti pesa molto o si ripete spesso, annotala e portala al medico.

Fonti

Scritto da Laurine Nicoletti, fondatrice di Mellow, che convive con l'emicrania da quando aveva 21 anni. Scopri di più · Come scriviamo i nostri articoli

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