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Donna con occhiali e camicia blu, pensierosa, accanto a un barattolo di capsule bianche
Trattamenti

Magnesio emicrania: quale forma scegliere e quale dose?

Di Laurine Nicoletti11 min

Hai letto che il magnesio può aiutare contro l'emicrania, sei in farmacia davanti a uno scaffale con dieci confezioni diverse (citrato, pidolato, ossido, bisglicinato) e non sai quale scegliere. Oppure ti hanno consigliato "un po' di magnesio" e ti chiedi quanto prenderne e per quanto tempo.

In questo articolo mettiamo ordine sul magnesio per l'emicrania: perché se ne parla, che cosa dicono gli studi, che differenza c'è tra le varie forme e perché qui non troverai una dose da copiare. Fa parte della nostra sezione su come prevenire l'emicrania, dove trovi anche gli altri fattori che possono giocare un ruolo.

In breve

  • Secondo una rassegna italiana pubblicata da Nutrienti e Supplementi, il magnesio per via orale ha un livello di evidenza B dell'American Academy of Neurology nella prevenzione dell'emicrania: un'efficacia "probabile", non certa.
  • Le forme di magnesio non sono tutte uguali: secondo il Giornale delle Cefalee della SISC i sali organici (pidolato, aspartato, citrato) sono in genere più biodisponibili di quelli inorganici, ma non esiste una forma dimostrata come la migliore per l'emicrania.
  • Non esiste una dose valida per tutte: va definita con il medico, tenendo conto della forma, dei reni, di altre terapie e di eventuali gravidanze.
  • Un diario delle crisi aiuta a capire se il magnesio cambia qualcosa, perché le crisi variano molto da un mese all'altro.

Perché si parla tanto di magnesio nell'emicrania?

Il magnesio è un minerale che il corpo usa ogni giorno. Secondo il Giornale delle Cefalee della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC), è il quarto minerale più abbondante nell'organismo e partecipa a numerosi processi fisiologici. La sua possibile utilità nell'emicrania è stata valutata in diversi studi.

Il motivo è che interviene in meccanismi che sembrano coinvolti negli attacchi. Una rassegna italiana su magnesio ed emicrania ricorda che una carenza può influenzare la neuroinfiammazione, i recettori della serotonina, i canali del calcio e l'attività di sostanze come il glutammato e l'ossido nitrico.

Anche Humanitas spiega che il magnesio migliora la trasmissione degli impulsi nervosi a livello cerebrale. Va detto però che sapere come funziona un minerale non basta a dimostrare che un integratore funzioni anche per te.

Chi ha emicrania ha davvero meno magnesio?

In diversi lavori sì, ma il quadro non è uniforme. La stessa rassegna riporta che i livelli di magnesio nel sangue e nelle cellule risultano ridotti nelle persone con emicrania, sia durante gli attacchi sia tra un attacco e l'altro. Il Giornale delle Cefalee SISC dedica a questo tema un approfondimento.

Questo non significa che la tua emicrania dipenda da una carenza. E una carenza non si capisce "a occhio": la carenza di magnesio è spesso asintomatica, e i sintomi possibili (crampi, stanchezza, insonnia, irritabilità) sono comuni a molte altre situazioni. Se sospetti una carenza, è il medico a poter valutare se e come verificarla.

Magnesio emicrania: quanto è efficace secondo gli studi?

Una risposta onesta è: qualche segnale positivo, ma con prove non solide. Vediamo cosa è emerso.

Dall'altra parte, la stessa fonte che riporta questi dati sottolinea che gli studi sono ancora in corso e i risultati troppo eterogenei per trarre conclusioni definitive. Nei bambini, uno studio con ossido di magnesio contro placebo nella prevenzione dell'emicrania frequente non ha dato risultati conclusivi. Se ti interessa questo aspetto, leggi anche la nostra guida all'emicrania nei bambini e negli adolescenti.

In pratica: il magnesio non è una cura e non funziona per tutte. Per alcune persone potrebbe ridurre un po' le crisi, per altre non cambia nulla.

Le forme di magnesio sono tutte uguali?

No. In farmacia trovi il magnesio legato a sostanze diverse, e questo cambia come viene assorbito e come lo tollera l'intestino. Il Giornale delle Cefalee SISC distingue due famiglie:

  • Sali organici, legati a un composto organico: pidolato, aspartato, citrato.
  • Sali inorganici, legati a ossidi, idrossidi, solfati e carbonati.

Secondo la stessa fonte, i sali organici risultano in genere più biodisponibili, cioè più assorbiti, di quelli inorganici. Il magnesio pidolato, ad esempio, viene descritto come dotato di buona biodisponibilità e buona penetrazione nelle cellule.

Attenzione però a due cose. Primo: "più assorbito" non vuol dire automaticamente "più efficace sull'emicrania", perché mancano studi che confrontino direttamente le forme tra loro. Secondo: gli studi sull'emicrania non hanno usato tutti la stessa forma (per esempio citrato negli uni, ossido negli altri), quindi non c'è una forma "ufficialmente migliore" da consigliarti.

Un'ultima nota sulle etichette: la quantità di magnesio realmente contenuta cambia da una forma all'altra e da un prodotto all'altro. Leggere "magnesio" e un numero sulla confezione non basta per confrontare due integratori, e ne parli volentieri con il farmacista.

Quale dose di magnesio? Perché non ti diamo un numero

Online trovi cifre ovunque, ma qui scegliamo di non indicartene nessuna. Non è reticenza: una dose "giusta" per tutte non esiste, e stabilirla è compito di un professionista.

Ecco perché:

  • La forma cambia tutto. Come abbiamo visto, sali diversi si assorbono e si tollerano in modo diverso, e la biodisponibilità del sale condiziona anche i possibili effetti collaterali a livello intestinale.
  • Conta la tua situazione. Reni, altre terapie, gravidanza, allattamento: sono aspetti che solo chi ti conosce può valutare.
  • Gli studi non sono indicazioni personali. Le quantità usate nelle sperimentazioni valgono per quelle persone, in quelle condizioni e sotto controllo.

Se vuoi provare il magnesio, la strada più sicura è parlarne con il tuo medico di famiglia, con il neurologo o con il centro cefalee, e confrontarti con il farmacista sul prodotto che hai in mano.

Quanto ci mette a fare effetto?

Non è un rimedio da crisi, e non funziona come un antidolorifico. Se ne parla come possibile aiuto di fondo, e quindi non si giudica dopo pochi giorni.

Anche la lettura dei risultati è meno semplice di quel che sembra: le crisi di emicrania variano molto da un mese all'altro per stress, sonno, ciclo e altri fattori. Una settimana buona può essere solo una settimana buona. Per capire se qualcosa cambia serve confrontare periodi abbastanza lunghi, e per questo un diario delle crisi è molto più affidabile della memoria.

Per l'emicrania legata al ciclo, Humanitas riporta che gli specialisti considerano il magnesio pidolato un possibile aiuto nel periodo che va da prima del ciclo alla fine delle mestruazioni. È un'indicazione generale: tempi e modalità vanno concordati con il medico.

Magnesio dall'alimentazione: la base prima dell'integratore

Prima di pensare al barattolo, vale la pena guardare nel piatto. Secondo Humanitas, sono ricchi di magnesio:

  • le verdure a foglia verde (bietole, spinaci, rucola, lattuga) e broccoli, carciofi, cavolfiori;
  • frutta, cereali integrali e legumi;
  • semi e noci;
  • cioccolato fondente e cacao.

Attenzione al cioccolato: per qualcuna è un possibile fattore scatenante, anche se non per tutte. Nel dubbio non serve eliminarlo "per sicurezza", ma osservare cosa succede a te, come spieghiamo anche parlando di alimentazione e altri fattori nella pagina sulla prevenzione.

Mettere più cibi ricchi di magnesio nella settimana è una scelta semplice e senza rischi particolari. Non è dimostrato che basti da solo a ridurre le crisi, ma è un buon punto di partenza.

Effetti collaterali e precauzioni

Il magnesio è un minerale naturale, ma questo non vuol dire "senza effetti". Ecco i principali punti da tenere a mente.

  • Stomaco e intestino. Disturbi di stomaco e diarrea sono tra gli effetti più frequenti. Humanitas, a proposito del cloruro di magnesio, indica che assumerlo ai pasti può ridurli.
  • Interazioni con i farmaci. Il magnesio può legarsi ad alcuni farmaci e ridurne l'assorbimento, per esempio le tetracicline. Se prendi altre terapie, chiedi al medico o al farmacista come organizzarti.
  • Reni. Un eccesso di magnesio nel sangue (ipermagnesemia) è raro, ma si sviluppa soprattutto in chi ha un'insufficienza renale e assume sali di magnesio o farmaci che ne contengono, come alcuni antiacidi o lassativi.

Se compaiono disturbi che ti preoccupano, parlane subito con un professionista sanitario.

Magnesio e vitamina B2: una combinazione da valutare con il medico

Nelle rassegne sui nutraceutici per l'emicrania il magnesio compare spesso insieme alla vitamina B2 (riboflaviina) e ad altri integratori. La rassegna di Nutrienti e Supplementi sul ruolo dei nutraceutici spiega che nelle persone con emicrania è stata osservata una ridotta funzione energetica nei mitocondri (le "centrali energetiche" delle cellule), e che questo è il motivo per cui si è studiata la B2.

Le prove cliniche per la B2 non sono forti, ma l'American Academy of Neurology e la Canadian Headache Society la citano come opzione ben tollerata per gli adulti. Anche qui, come per il magnesio: informativo, non una prescrizione. Se ne parli con il medico, valutate insieme se ha senso e come.

Quando parlarne con il medico prima di iniziare

Un integratore è pur sempre una scelta di salute. Ti consigliamo di parlarne con il medico prima di iniziare, soprattutto se:

  • hai problemi ai reni o prendi regolarmente altri farmaci;
  • sei in gravidanza o in allattamento, o stai pensando a una gravidanza;
  • hai emicrania frequente o crisi che sono cambiate di recente;
  • stai già seguendo una terapia di prevenzione e vuoi aggiungere qualcosa.

Il magnesio non sostituisce le terapie prescritte. Se le crisi sono frequenti o ti limitano nella vita quotidiana, esistono altre opzioni di cui il neurologo può parlarti: leggi la nostra panoramica su come gestire l'emicrania.

Come capire se il magnesio funziona per te

Il modo più concreto è osservare i dati, non le sensazioni. Prima di iniziare, tieni traccia per un po' di quante crisi hai, quanto durano e quanto sono intense. Poi, dopo aver iniziato (con il via libera del medico), continua a registrare e confronta.

Cose utili da guardare:

  • il numero di giorni di emicrania al mese;
  • la durata e l'intensità delle crisi;
  • eventuali effetti collaterali;
  • gli altri fattori del periodo (sonno, stress, ciclo), che da soli possono spiegare un miglioramento.

Se dopo un tempo ragionevole non vedi differenze, non è un tuo fallimento: significa che per te quella strada non è quella giusta, e potrai parlarne con il medico per scegliere altro.

In sintesi

  • Il magnesio ha una base scientifica interessante, ma le prove non sono definitive e i risultati variano da persona a persona.
  • Le forme non sono tutte uguali: i sali organici sono in genere più assorbiti, ma non esiste una forma dimostrata come "la migliore" per l'emicrania.
  • Non esiste una dose valida per tutte: va definita con il medico, tenendo conto della forma e della tua situazione.
  • Partire dall'alimentazione è una scelta semplice e priva di rischi particolari.
  • Un diario delle crisi è lo strumento più affidabile per capire se qualcosa funziona.

Domande frequenti

Il magnesio funziona contro l'emicrania?

Ci sono alcuni segnali positivi, ma le prove non sono solide. L'American Academy of Neurology ha attribuito al magnesio orale un livello di evidenza B nella prevenzione, cioè un'efficacia "probabile", non certa. Per alcune persone potrebbe ridurre un po' le crisi, per altre non cambia nulla.

Quale forma di magnesio è la migliore per l'emicrania?

Non esiste una forma dimostrata come la migliore. Secondo il Giornale delle Cefalee della SISC i sali organici (pidolato, aspartato, citrato) sono in genere più assorbiti di quelli inorganici, ma mancano studi che confrontino direttamente le forme tra loro.

Quale dose di magnesio devo prendere?

Una dose giusta per tutte non esiste. Dipende dalla forma scelta e dalla tua situazione (reni, altre terapie, gravidanza, allattamento), quindi va stabilita con il medico, il neurologo o il centro cefalee.

Il magnesio ha effetti collaterali?

Sì, può averne. Disturbi di stomaco e diarrea sono tra gli effetti più frequenti, il magnesio può ridurre l'assorbimento di alcuni farmaci e un eccesso nel sangue si sviluppa soprattutto in chi ha un'insufficienza renale. Se hai dubbi, chiedi al medico o al farmacista.

Come capisco se il magnesio funziona per me?

Confronta nel tempo i dati, non le sensazioni: giorni di emicrania al mese, durata e intensità delle crisi, effetti collaterali e altri fattori come sonno, stress e ciclo. Un diario delle crisi è più affidabile della memoria.

Fonti

Scritto da Laurine Nicoletti, fondatrice di Mellow, che convive con l'emicrania da quando aveva 21 anni. Scopri di più · Come scriviamo i nostri articoli

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