← Torna al blog
Donna con gli occhi chiusi e la mano sulla tempia accanto a un barometro, una nuvola di pioggia, un aereo e una montagna
Fattori scatenanti

Emicrania e calo di pressione: cosa significano gli hPa, l'aereo e la montagna

Di Laurine Nicoletti11 min

Apri l'app del meteo e leggi "1006 hPa". Oppure sei sull'aereo, il comandante annuncia la discesa e senti una fitta dietro l'occhio. O ancora: sali in rifugio e la sera ti arriva un mal di testa che non somiglia a quello da stanchezza. Ti chiedi se l'emicrania e il calo di pressione c'entrino qualcosa con quel numero, o con quella quota.

La risposta breve: emicrania e calo di pressione possono essere collegati, ma non esiste un numero magico in hPa che valga per tutte. Conta di più come cambia la pressione, quanto in fretta, e quanto sei sensibile tu. In questo articolo vediamo come leggere un valore in hPa, cosa distingue una variazione lenta da una brusca, cosa si sa (e cosa no) sulle soglie, e cosa succede in aereo, in montagna e prima di un temporale. La pressione è solo uno dei possibili fattori scatenanti dell'emicrania: qui la guardiamo da vicino.

In breve

  • L'hPa (ettopascal) è l'unità con cui si misura la pressione: a livello del mare il valore medio è circa 1013,25 hPa, secondo il glossario di MeteoWeb, e un singolo numero dice poco se non lo confronti con quello delle ore precedenti.
  • Il Manuale MSD indica i cambiamenti del tempo, in particolare della pressione atmosferica, tra i possibili fattori scatenanti dell'emicrania, ma non esiste una soglia in hPa valida per tutte.
  • In aereo la cabina è mantenuta a una pressione equivalente a circa 1.800 metri di quota (come spiega Migflug), e il dolore compare più spesso in fase di atterraggio e dura di solito meno di 30 minuti, come riporta Sky TG24.
  • In montagna il mal di montagna acuto compare di solito da circa 2.400 metri, con mal di testa e altri sintomi nelle prime ore dopo l'arrivo in quota, secondo il Manuale MSD.

Che cosa significa un valore in hPa?

Un valore in hPa ti dice quanto "pesa" l'aria sopra di te in quel momento, ma da solo non basta a capire se la pressione è alta o bassa per il tuo corpo. L'ettopascal è l'unità usata in meteorologia e corrisponde al millibar: 1 hPa è uguale a 1 mbar, come indica il glossario di MeteoWeb.

Il riferimento che si usa di solito è la pressione media al livello del mare, circa 1013 hPa. Sotto questo valore si parla convenzionalmente di bassa pressione, sopra di alta pressione (Area Sosta). Ma attenzione: 1008 hPa non è "pericoloso" e 1020 non è "sicuro". Sono solo punti di una scala.

Due cose pratiche da ricordare:

  • Il valore dipende dalla quota. Più sali, più la pressione scende. Se vivi in collina, i tuoi numeri "normali" sono già più bassi di quelli di chi vive sul mare.
  • Molte app mostrano il dato a livello del mare (corretto per l'altitudine), altre quello misurato dal sensore del telefono. Se confronti due fonti diverse, i numeri possono non coincidere.

Per questo, più che il numero in sé, ti conviene guardare la direzione e la velocità del cambiamento.

Variazione lenta o brusca: conta più il cambiamento del numero

Quello che sembra pesare di più è il cambiamento di pressione, soprattutto se avviene in poche ore, non il valore assoluto. Quando una perturbazione si avvicina, la pressione scende; quando passa, risale. Una discesa lenta nell'arco di due giorni è una cosa, un calo concentrato in poche ore è un'altra.

Le fonti divulgative in italiano descrivono proprio questo scenario: wellme riporta che l'umidità in aumento, le variazioni improvvise di pressione e il cielo coperto sembrano creare condizioni favorevoli all'acutizzarsi dei mal di testa nelle persone predisposte. Nota il condizionale: "sembrano". Il meccanismo preciso non è chiarito.

Tra le ipotesi circolano due spiegazioni:

  • Una differenza di pressione con i seni paranasali: quando la pressione esterna cala, l'aria nei seni potrebbe creare una differenza che dà dolore. Per wellme una bassa pressione barometrica "può" causare mal di testa o emicrania in questo modo.
  • Una reazione del sistema nervoso e dei vasi di chi ha un cervello più reattivo ai cambiamenti. Su questo punto trovi un quadro più ampio in Cause dell'emicrania: cosa succede davvero nel tuo cervello.

Nessuna delle due è dimostrata come spiegazione unica. Quello che puoi fare, intanto, è osservare i tuoi attacchi.

Emicrania e calo di pressione: cosa dicono gli studi sulle soglie in hPa?

Gli studi suggeriscono un legame tra pressione più bassa e attacchi, ma nessuna fonte sanitaria italiana che ho consultato indica una soglia in hPa valida per tutte. Lo dico con onestà: se ti aspettavi una regola del tipo "sotto un certo valore arriva la crisi", non c'è.

Cosa possiamo dire con ragionevole prudenza:

  • Secondo wellme, alcune ricerche hanno trovato una correlazione tra pressione atmosferica più bassa e insorgenza dell'emicrania.
  • Il Manuale MSD mette i cambiamenti del tempo accanto ad altri possibili fattori scatenanti, come la mancanza di sonno, la fame, la stimolazione sensoriale eccessiva e lo stress.
  • Il meteo raramente agisce da solo. Una giornata di maltempo spesso coincide con meno sonno, più tensione, meno movimento: separare i fattori è difficile, anche per i ricercatori.

Gli studi che provano a fissare cifre in hPa usano campioni piccoli, metodi diversi e punti di partenza diversi, e per questo i numeri non sono confrontabili tra loro. Se vuoi il quadro completo di cosa è stato osservato, lo trovi in Pressione atmosferica ed emicrania: cosa dice la scienza.

Emicrania in aereo: c'entra la pressione della cabina?

In aereo la pressione della cabina può contare, ma il dolore tipico da volo sembra legato soprattutto alle fasi di salita e di discesa. Durante la crociera la cabina viene mantenuta a un'altitudine equivalente di circa 6.000-8.000 piedi, cioè intorno ai 1.800 metri e oltre, perché una fusoliera pressurizzata a livello del mare sarebbe molto più pesante e costosa, come spiega Migflug. È come stare in una località di montagna, anche se fuori l'aereo vola molto più in alto.

Esiste una forma descritta come "cefalea da aereo" (o da aeroplano). Secondo Sky TG24, si manifesta di solito all'improvviso, più spesso durante l'atterraggio, come un dolore trafittivo tra l'occhio e la fronte, e può durare da 10 a 30 minuti. L'ipotesi è che i seni paranasali non riescano a compensare in fretta la variazione di pressione.

Cosa puoi provare, senza medicine:

  • Sbadigliare, deglutire, masticare una gomma durante la discesa, per favorire la compensazione (è il consiglio riportato nello stesso articolo di Sky TG24).
  • Bere acqua e dormire il più possibile prima del viaggio. Non sono rimedi contro la pressione, ma sonno scarso e stanchezza sono scatenanti noti, e un viaggio spesso li concentra tutti insieme.

Se il dolore è più lungo, pulsante, con nausea e fastidio per luce e rumori, può essere una normale crisi di emicrania che il viaggio ha favorito. Se succede spesso, o se vuoi sapere cosa è sensato portare con te, parlane con il tuo medico o con uno specialista: qui trovi come preparare la visita.

Emicrania in montagna: quota, pressione e ossigeno

In montagna il mal di testa può arrivare per due motivi diversi: l'emicrania che si scatena in un contesto di cambiamenti, o il mal di montagna acuto. Distinguerli aiuta a non confondere le cose.

Il mal di montagna acuto nasce dalla minore quantità di ossigeno disponibile in quota. Il Manuale MSD spiega che compare di solito solo a partire da circa 2.400 metri, anche se nelle persone molto predisposte può comparire più in basso. I sintomi arrivano in genere entro 6-10 ore dalla salita e comprendono mal di testa, capogiri, inappetenza, nausea, stanchezza. La prevenzione passa dalla salita graduale.

Qui la pressione bassa conta, ma non da sola: scendendo la pressione dell'aria, scende anche la quantità di ossigeno che respiri a ogni respiro. È un meccanismo diverso da quello di un attacco di emicrania "da meteo".

Come orientarti:

  • Mal di testa con nausea e stanchezza dopo una salita rapida oltre i 2.000-2.500 metri: pensa al mal di montagna, e al fatto che scendere è il rimedio più efficace secondo il Manuale MSD.
  • Mal di testa che somiglia ai tuoi soliti attacchi (pulsante, da un lato, fastidio per luce e rumori) anche a quote basse: può essere la tua emicrania, a cui contribuiscono sonno corto, fatica, disidratazione e freddo.
  • Se in quota senti anche vertigini o instabilità, può esserci un'altra spiegazione: leggi Emicrania vestibolare: vertigini e instabilità anche senza mal di testa.

Se hai sintomi forti, confusione, difficoltà a camminare dritta o fiato corto a riposo, non è il momento di aspettare: scendi di quota e chiedi aiuto medico. Il Manuale MSD descrive questi segni come le forme più gravi della malattia da altitudine.

Temporale e bassa pressione: perché l'attacco arriva prima della pioggia

Molte persone raccontano di sentire l'attacco arrivare prima del temporale, e questo è coerente con il fatto che la pressione comincia a cambiare ore prima delle nuvole e della pioggia. Un temporale è legato a un passaggio di masse d'aria diverse, e My-personaltrainer ricorda che le variazioni di pressione barometrica si verificano spesso proprio durante un temporale, quando aria fredda e calda si mescolano.

Per questo la tua testa può "anticipare" il maltempo: quando piove, il calo è già avvenuto da un po'. Ma c'è un limite importante: ricordare gli attacchi che sono arrivati prima di un temporale è più facile che ricordare quelli senza meteo. Il nostro cervello costruisce storie, e non sempre i dati le confermano.

Inoltre un temporale non porta solo pressione bassa: porta anche umidità, caldo afoso, cambi di luce, sonno disturbato. Sono tutti elementi che, messi insieme, possono pesare. Per questo, in un attacco "da temporale", è difficile dire quale fosse il fattore decisivo.

Come capire se sei sensibile alla pressione?

Il modo più affidabile per capire se sei sensibile alla pressione è confrontare i tuoi attacchi con i dati del meteo per qualche settimana o mese, non andare a sensazione. Il tuo corpo non è un barometro preciso e la memoria ti inganna: ricordi i temporali con attacco, dimentichi quelli senza.

Un metodo semplice:

  1. Annota ogni attacco con data, ora di inizio, intensità e durata. Se non sai bene cosa segnare, guarda Diario dell'emicrania: cosa annotare perché serva davvero.
  2. Segna il contesto: sonno, stress, ciclo, pasti, schermi, viaggi. La pressione non è mai sola.
  3. Aggiungi il dato di pressione del giorno e delle ore precedenti, non solo il valore ma se saliva o scendeva.
  4. Dopo qualche mese, cerca i pattern, magari con l'aiuto di Analizzare il diario dell'emicrania: calendario, durata, intensità e tendenze.

Se noti che la maggior parte degli attacchi arriva con cali rapidi, e non con i giorni di bassa pressione stabile, hai già un'informazione preziosa da portare al medico. Per un metodo più generale puoi leggere Fattori scatenanti dell'emicrania: come identificare i tuoi.

Cosa portare a casa

  • Un valore in hPa da solo dice poco: guarda come cambia, non solo quanto vale.
  • Non esiste una soglia in hPa valida per tutte. Sapere di essere sensibile alla pressione non significa poterla evitare, ma può aiutarti a prevedere i giorni più a rischio e a proteggere sonno, pasti e ritmi.
  • In aereo il dolore tipico è breve e legato all'atterraggio; in montagna distingui il mal di montagna dalla tua emicrania abituale.
  • Un diario fatto bene, con il contesto e non solo la pressione, vale più di qualsiasi intuizione.
  • Per terapie, prevenzione e dubbi sui tuoi sintomi, parlane con il tuo medico: la pressione è un tassello, non la spiegazione completa.

Domande frequenti

Quanti hPa servono per scatenare un'emicrania?

Non c'è un numero valido per tutte. Le fonti sanitarie italiane che ho consultato parlano di una possibile correlazione tra pressione più bassa e attacchi, ma non indicano una soglia in hPa. Conta di più quanto è rapido il cambiamento e quanto sei sensibile tu.

La pressione bassa fa venire il mal di testa a tutti?

No. Il Manuale MSD elenca i cambiamenti del tempo tra i possibili fattori scatenanti dell'emicrania, ma si tratta di una possibilità, non di una regola. Molte persone con emicrania non notano alcun legame con il meteo.

Perché in aereo il dolore arriva quasi sempre all'atterraggio?

Secondo Sky TG24, l'ipotesi è che i seni paranasali facciano fatica a compensare il rapido aumento di pressione della discesa. Il dolore, tra occhio e fronte, dura di solito da 10 a 30 minuti. Se ti capita spesso, parlane con il medico.

Da quale altezza si rischia il mal di testa in montagna?

Il Manuale MSD indica che il mal di montagna acuto compare di solito da circa 2.400 metri, ma nelle persone molto predisposte anche più in basso. La salita graduale è il modo principale per prevenirlo.

Fonti

Scritto da Laurine Nicoletti, fondatrice di Mellow, che convive con l'emicrania da quando aveva 21 anni. Scopri di più · Come scriviamo i nostri articoli

Articoli correlati

Tutti gli articoli «Fattori scatenanti»

Scarica Mellow

Gratis da scaricare. Registra il tuo primo attacco in pochi secondi.

4,8 su 62 valutazioni
Scarica su App StoreDisponibile su Google Play